Google e il caso Mocality saltano le prime teste

Poche settimane fa la reputazione di Google ha subito un danno di una certa rilevanza. Si è scoperto che la divisione dell'azienda che opera in Kenya aveva tenuto comportamenti ai limiti del legale (se non oltre) al fine di danneggiare la concorrenza nel ed applicare quel regime semi monopolista tanto caro a Mountain View.

In parole povere Google avrebbe imbrogliato le aziende del paese africano che volevano riunirsi nel network della startup locale Mocality, convincendo quest'ultime che la stessa facesse parte delle gruppo di Mountain View o che addirittura pretendesse denaro per l'adesione alla rete (entrambe le informazioni naturalmente erano false).

Le società keniote venivano così raggiunte da strane telefonate proprio in concomitanza con un loro interesse verso Mocality e il peso di Google si è dimostrato più che consistente visto che quasi il 30% delle aziende hanno poi deciso di passare ai servizi di Mountain View.

Mocality ha inizialmente accolto positivamente l'arrivo di Google in Kenya, nella speranza che potesse contribuire allo sviluppo dell'economia locale, ma ben presto si è resa conto della situazione e ha deciso di raccogliere le prove di quanto stava accadendo e di sfidare il colosso di Mountain View denunciando pubblicamente lo scandalo.

Difficile dire se l'azienda madre fosse a conoscenza dell'operato della sua sede nel continente nero, quel che è certo è che, dopo la diffusione della notizia, BigG è immediatamente corso ai ripari annunciando un'indagine interna.

Sembra così che gli uffici locali operassero come schegge impazzite, con la casa madre ignara di quanto stava accadendo, pertanto da Mountain View è stata decisa la rimozione immediata del responsabile in Kenya, Olga Arara-Kimani, e quello della sede svedese.

Google ha annunciato inoltre che i controlli stanno proseguendo per verificare altre eventuali responsabilità e che l'azienda sarà più vigile per evitare il verificarsi di nuovi casi analoghi.