Sembra essere appena iniziata una nuova epoca d'oro per i podcast, che nel corso degli ultimi mesi hanno subito una spinta enorme che li ha resi tra i contenuti più fruiti sul web. Merito della grande spinta data al medium da piattaforme come Spotify, ma anche della costante crescita delle possibilità di ascolto, che sia durante gli spostamenti con gli auricolari o a casa tramite gli altoparlanti intelligenti. Ma ora i podcast godranno di un'ulteriore spinta, cioè quella data dalla novità di Google che porterà i singoli episodi tra i risultati di ricerca del suo motore di ricerca.

Un cambiamento potenzialmente epocale per un settore che ora viveva della ricerca specifica di un determinato podcast o episodio e che invece ora potrà godere della potenza dell'indicizzazione di Big G, rendendo estremamente più accessibili elementi come, per esempio, interviste a personaggi in trend prima sepolte sotto a innumerevoli siti web e video. Per il momento questi risultati di ricerca appariranno solamente se gli utenti inseriranno la parola "podcast" all'interno della ricerca e saranno poi fruibili all'interno di Google Podcast nella sua interfaccia web. In futuro, però, Google supporterà anche i player di terze parti, fondamentali per podcast che risultano essere esclusive di determinate piattaforme.

Sarà quindi possibile cercare frasi come "Podcast politica" o "Podcast apple" per ottenere nei risultati una sezione specificatamente dedicata a questo medium. Una necessità iniziale che presto l'azienda di Mountain View eliminerà, consentendo di accedere alla sezione podcast anche senza inserire il termine nella barra di ricerca. Per riuscire a realizzare questa nuova sezione, Google trascrive automaticamente tutti gli episodi dei podcast che riesce a trovare, elemento che consente al motore di ricerca di individuare le parole chiave e, quindi, la tematica dei vari episodi. L'azienda ha già indicizzato oltre 2 milioni di show attraverso i feed RSS che vengono creati per ogni pubblicazione.

Per quanto riguarda la scelta di inserire un podcast piuttosto che un altro, Google ha spiegato di voler tenere in considerazione diversi fattori, tra i quali il numero di ascoltatori e l'affidabilità dell'autore del podcast. Un cambiamento potenzialmente rivoluzionario per un medium che fino ad oggi ha fatto della scarsa visibilità il suo tallone d'Achille. Con l'inserimento dei podcast all'interno dei risultati di Google, invece, si apre un panorama estremamente interessante e diametralmente opposto. Ma anche un futuro in cui i podcast dovranno adattarsi a regole SEO – nei titoli, nelle descrizioni e persino in ciò che viene detto negli episodi – per restare rilevanti e affacciarsi nei risultati di ricerca.