Opinioni
3 Aprile 2014
17:41

Google, multa record dal Garante della privacy per Street View

Il Garante per la privcacy ha multato per 1 milione di euro il colosso di Mountain View: l’accusa è quella di violazione della privacy dei cittadini tramite la realizzazione delle mappature per il servizio Street View integrato in Google Maps.
A cura di Dario Caliendo

L'azienda di Mountain View è stata condannata al pagamento di una maxi-multa da un milione di euro per il suo Street View. A stabilirlo è stato il Garante per la privacy che lo scorso 18 dicembre ha condannato Big G per violazione della privacy con ilo suo servizio di visualizzazione fotografica a 360° integrato in Google Maps.

Un vero e proprio record negativo per Google, che è stata costretta al pagamento della multa più alta mai sanzionata all'azienda. Il problema fondamentale, in termini di privacy, risiede nella natura stessa del servizio di mappatura stradale di Google Maps: per rendere possibile l'utilissima funzione fotografica di Maps è infatti necessario scattare fisicamente una serie di fotografie, che verranno poi elaborate e montate da un software del tutto automatico.

Per raccogliere le immagini l'azienda ha da tempo dato vita ad una vera e propria flotta di Google cars, dotate di una fotocamera sferica, in grado di immortalare in un solo istante un'immagine a 360°. Per il Garante però, nonostante l'azienda offuschi con cura volti e targhe dei veicoli fotografati, la violazione della privacy si profila comunque: secondo quanto sanciscono gli articoli 13, 162 e 164 del codice per la tutela della privacy, a tutte le persone fotografate dalle automobili di Google dovrebbero essere comunicate un informativa che li avvisa dell'avvenuta fotografia, e l'esistenza "di una banca dati di particolari dimensioni in occasione della raccolta di dati effettuata dalla società mediante le c.d. Google cars nell'ambito del servizio denominato Street View".

"Sin dal momento del lancio [del servizio Street View]" – si legge nell'Ordinanza – "Google ha adottato una privacy policy globale […] Poiché si tratta di un servizio globale gestito in modo centralizzato, era difficile per Google tenere conto di tutte le normative privacy dei singoli Stati dove il servizio è attivo e soddisfare tutti i singoli requisiti da esse previsti. La scelta è stata quindi di individuare un minimo comune denominatore che tenesse conto degli aspetti fondamentali della difesa della privacy degli utenti […] nonché delle esigenze di funzionalità del sistema".

Le prime Google Car erano del tutto anonime
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Una grave mancanza da parte di Google, che si è verificata esclusivamente nei primi anni di sviluppo di Street View, quando le prime Google Car non erano per niente brandizzate o pubblivizzate: successivamente, secondo la stessa Authority, l'azienda avrebbe informato i cittadini in modo corretto segnalando il servizio direttamente sulle sue automobili.

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