La crisi politica che ha investito Hong Kong negli ultimi mesi è sfociata in maniera irruenta anche nel mondo virtuale. Per l'esattezza, quello di GTA V. Lo sconfinato mondo online proposto dal titolo di Rockstar Games è diventato il nuovo teatro di scontri tra i cittadini di Hong Kong e i rivali cinesi. Tutto è iniziato quando i manifestanti hanno scoperto che nel gioco è possibile vestire il proprio avatar con l'outfit simbolo della protesta: completo nero, mascherina per il volto ed elmetto giallo. La notizia è stata diffusa la scorsa settimana dagli utenti su LIHKG, piattaforma social corrispettivo di Reddit, molto popolare nella città semi-indipendente del suolo cinese.

Dal mondo reale a quello virtuale: perché GTA V

GTA V offre una rappresentazione variegata della criminalità americana, in cui è possibile operare in totale libertà, all'interno di una metropoli – esplorabile e interattiva – che riprende Los Angeles. Considerato l'ampio ventaglio di possibilità di gioco, i manifestanti ne hanno approfittato per estendere le proteste anche nel mondo virtuale. Tuttavia, non si tratta di una reazione a senso unico, poiché, in seguito alla diffusione del fenomeno tra i giovani manifestanti, i giocatori cinesi hanno deciso di intervenire.

La loro risposta ha origine su Weibo, social network cinese simile a Twitter, utilizzato come chiamata alla armi per rispondere alle provocazioni su GTA V dei giocatori di Hong Kong. "Gli scarafaggi hanno espresso il loro desiderio di uccidere GTA e batterci. La guerra nel gioco potrebbe diventare sempre più feroce. Siete pronti?" così si esprime un utente cinese su Weibo via post, seguito da una serie di "Sono pronto!" di altri utenti. In poco tempo GTA V si è trasformato dunque in scenario di scontri violenti, con i giocatori di Hong Kong, vestiti con il loro caratteristico outfit e armati di molotov, pronti a ingaggiare scontri contro la polizia, quest'ultima invece rappresentata dai giocatori cinesi, che utilizzano come armi lacrimogeni e cannoni.

Chi sta vincendo

Secondo Mickey Chang, ventenne di Hong Kong molto popolare su YouTube grazie al suo canale Minilife HK, quanto accaduto dentro GTA V aiuta i manifestanti a diffondere i propri ideali e obiettivi al di fuori dei confini asiatici. "[GTA] è un modo divertente per coinvolgere persone di differenti culture, dato che ti ritrovi a giocare in un server con gruppi di 30 sconosciuti che magari poco sanno dei fatti di Hong Kong", afferma Chang alla CNN. Ciononostante, al momento gli scontri virtuali vedono i cinesi vincitori, grazie al numero maggiore di giocatori rispetto a quello dei manifestanti.

Il caso di GTA V rappresenta un caso interessante di come il videogioco possa essere strumento di ribellione politica, ma non è la prima volta che il medium viene associato alle proteste di Hong Kong. Ricordiamo, infatti, il personaggio di Overwatch, Mei, divenuto simbolo dei manifestanti, e le dichiarazioni anti-cinesi di alcuni giocatori professionisti di Hearthstone, gioco di carte di Blizzard, colosso americano videoludico, che però ha reagito con la sospensione di coloro che si sono pronunciati sulla crisi politica.