Anche in Italia è arrivata la bufala dell'attacco hacker alla popolare applicazione di videochiamate Houseparty che, secondo alcuni utenti, sarebbe stata hackerata portando al furto dei dati di accesso degli utenti. La denuncia era inizialmente partita negli Stati Uniti, dove alcuni utilizzatori dell'applicazione avevano denunciato accessi non autorizzati ad altri account – come, per esempio, quelli di Spotify – dando la colpa proprio a una presunta falla nella sicurezza di Houseparty. Che, però, nega l'esistenza ogni tipo di attacco ai suoi danni. Nel frattempo anche in Italia circola la voce che l'app sia stata vittima di un'intrusione informatica, un suggerimento che si fa strada con un messaggio su WhatsApp. Che ovviamente non ha alcun fondamento.

"Per chi avesse utilizzato House Party per le videochiamate mi stanno dicendo che rubano i dati per finalità illecite, per cui bisogna cancellare l’account dalle impostazioni. Condividi" si legge nel messaggio che ha raggiunto diversi utenti in questi giorni. È probabile che l'allarme sia nato proprio in richiamo di quelli degli Stati Uniti relativi ad una breccia che, però, non è mai stata confermata. Né ha senso di esistere in realtà, perché proprio le denunce statunitensi sono un po' campate per aria.

Le accuse si basano infatti sul fatto che alcuni utenti si sarebbero visti violare gli account di Spotify, che però non sono in nessun modo collegati a quelli di Houseparty. "Non abbiamo trovato nessuna prova che possa collegare Houseparty ad altri account compromessi" ha spiegato Epic Games, proprietaria dell'app di videochiamate. "Come regola generale, consigliamo agli utenti di scegliere password sicure quando creano account online". Nel frattempo, però, alcuni utenti stanno inneggiando al boicottare il servizio chiedendo a tutti di eliminare il proprio account.

La verità è che con molta probabilità proprio questi utenti sono stati colpiti da un altro tipo di truffa informatica che ha portato al furto dei dati di accesso ai loro account social. Di certo c'è il fatto che i servizi indicati dagli utenti – tra cui Spotify e PayPal – non hanno nessun collegamento con Houseparty, che non prevede l'integrazione di questi servizi. L'unico scenario plausibile è quello nel quale gli hacker hanno sottratto a Houseparty mail e password degli utenti, ma non sembra questo il caso. È molto più probabile che gli utenti siano stati colpiti da una delle truffe che sfruttano il coronavirus per sottrarre i dati personali.