Avete sottoscritto fiduciosi un nuovo piano tariffario o una nuova promozione su una SIM telefonica di nuova attivazione o tramite una portabilità, ma dopo qualche mese di utilizzo vi siete resi conto che il credito residuo termina con netto anticipo rispetto alla data di attivazione e vi chiedete come sia possibile questa discordanza? Siete proprio sicuri di sapere, in ogni minimo dettaglio, quanto consumate per il vostro traffico su rete mobile? Vi rispondo io, non siatelo.

La causa di questo problema diffuso praticamente a chiunque abbia una sim mobile o un abbonamento di rete fissa, sono i costi nascosti volutamente dagli operatori, che compaiono al momento del saldo e che in soldoni comportano un aumento delle spese tra il 10% e il 15%. E non sono io a dirlo, ma è l'Unc (unione nazionale dei consumatori), che invasa da segnalazioni relative ad addebiti poco chiari "scoperti" dagli utenti, ha deciso di denunciare l'accaduto all'Antitrust mettendo nel mirino Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb.

Il problema è molto semplice. Quando uno dei gestori sopra elencati promuovono un piano tariffario, non illustrano nel dettaglio tutte le voci di spesa. Il risultato sono migliaia di contratti firmati a cuor leggero (e con disattenzione, aggiungerei) in cui gli utenti ignorano, anche per negligenza, per quali servizi pagheranno a fine mese. Ma quali sono le spese sconosciute dalla maggior parte degli utenti che fanno aumentare il caro-bolletta? L'Unc ne ha individuati parecchi, e in molti casi potrebbero essere disattivati al momento della sottoscrizione del contratto.

Chiama ora, Ti ho cercato e Chiamami

Sono tre servizi, con nomi diversi per ogni operatore, ma sostanzialmente fanno una sola cosa: inviano una notifica SMS per tutte le chiamate perse e sono da tempo tutti a pagamento, anche se molti utenti li ignorano. Con TIM il prezzo è di 1,90 euro a bimestre, con Vodafone e 19 centesimi a settimana e con Wind Tre costa 1,50 euro al mese. Come disattivare Chiama ora, Ti ho cercato e Chiamami, vi chiederete? Semplice, basta chiamare il servizio clienti e del vostro operatore e chiedere la disattivazione.

Piani tariffari base

Un'altro particolare da tenere sempre sotto controllo e non illudetevi: hanno un prezzo. In alcuni casi per Tim, Vodafone e Wind Tre costano 50 centesimi a settimana. Ma non finisce qui, può capitare che TIM attivi l'opzione automatica "Tim Base" gratis solo per 30 giorni, per disattivarla il costo è di 3 euro.

Segreteria telefonica

Non è un servizio gratuito. Quanto costa la segreteria telefonica? Con TIM il costo è variabile e cambia in base al piano tariffario sottoscritto, con Tre il prezzo è di 20 centesimi per ogni chiamata alla segreteria e Vodafone richiede 1,50 euro al giorno (solo in caso di utilizzo) sia per chiamare la segreteria che per ascoltare i messaggi ricevuti o cambiare le impostazioni dell'inbox.

Credito residuo

Potrebbe sembrare un paradosso, perché è un servizio che tramite app o tramite web è totalmente gratuito. Ai clienti Vodafone, ogni chiamata al 414 costa 0,40 centesimi. Una vera beffa, soprattutto considerando che è un costo che non prevede nessun altro operatore.

Antivirus a pagamento

Attenzione anche a questa tipologia di servizio, il cui costo può variare tra operatore a operatore: Vodafone, per esempio, lo attiva automaticamente su ogni nuova SIM per i primi tre rinnovi. Successivamente costa 1 euro ogni quattro settimane.

Penali in caso di recesso

Un costo che da tempo è previsto anche per le SIM ricaricabili, senza alcuno smartphone associato. La maggior parte degli operatori richiedono il pagamento di una penale in caso di recesso anticipato del contratto. La spesa varia in base all'operatore e al contratto, ma vi consiglio vivamente di chiamare il vostro gestore telefonico prima di pensare di fare una portabilità. Ma non finisce qui: questi sono solo alcuni dei costi nascosti in bolletta che ti fanno esaurire il credito residuo, per conoscere nel dettaglio tutti i servizi e le penali che potrebbero costarvi caro vi consiglio di dare uno sguardo all'articolo sul sito dell'Unione Nazionale Consumatori.