Libra, la criptovaluta di Facebook
21 Giugno 2019
13:05

I Libra di Facebook non consumeranno energia come i Bitcoin

Coniare nuovi Libra non sarà alla portata di tutti, aspetto che impedirà la corsa al mining tipica di valute come il Bitcoin, che negli ultimi anni sta consumando ingenti risorse energetiche. Con miliardi di potenziali utilizzatori futuri però la questione dell’impatto ambientale della criptovaluta di Facebook non va comunque sottovalutata.
A cura di Lorenzo Longhitano
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Libra, la criptovaluta di Facebook

Una delle preoccupazioni più frequenti relative all'impiego di criptovalute come il Bitcoin riguarda la capacità di calcolo che serve per a gestirle, e di conseguenza l'impatto sull'ambiente delle macchine necessarie a farlo. Logico quindi che ci sia chi già si sta preoccupando per l'avvento di Libra, che a differenza delle criptovalute venute alla luce fino ad ora potrebbe essere utilizzata da miliardi di persone. Il timore però potrebbe essere parzialmente infondato, perché per produrre nuove unità di Libra non sono necessarie le dispendiose operazioni di mining che invece sono alla base della generazione di nuovi Bitcoin.

Bitcoin: coniarne di nuovi è un problema

Coniare nuovi Bitcoin infatti è un'operazione che sulla carta è alla portata di chiunque: per ottenere nuova valuta è sufficiente risolvere problemi matematici che però richiedono la potenza di calcolo di computer mediamente sofisticati e tenuti costantemente al lavoro; all'aumentare dei Bitcoin in circolazione inoltre si fanno necessariamente più complessi anche i problemi da risolvere per ottenerne di nuovi, o la disponibilità di valuta crescerebbe troppo velocemente. Il tutto rende le operazioni di conio sempre più difficoltose e fa aumentare il consumo energetico dei macchinari preposti alle operazioni, tanto che nel solo 2017 l'energia elettrica consumata da queste operazioni è stata complessivamente comparabile a quella usata dall'intero Marocco e nel 2018 a quella dell'Irlanda.

Libra: il conio è nelle mani di pochi

Dall'altra parte la produzione di nuovi Libra non sarà alla portata di tutti, ma solo dei soggetti che fanno parte della Libra Association — ovvero i partner di Facebook annunciati al momento della presentazione della criptovaluta. A differenza del Bitcoin, il valore dei Libra sarà infatti ancorato ad asset reali — e in particolare l'idea è che un algoritmo emetta valuta in proporzione al valore degli asset immessi nel sistema da ciascuna società partner del progetto. Eliminando il fattore competitivo dal conio di nuove unità insomma viene meno anche l'aspetto dei Bitcoin che più sta recando danno all'ambiente, anche se questo non vuol dire che mantenere Libra in circolazione sarà un'operazione a impatto zero.

Non sarà a impatto zero

L'infrastruttura necessaria a tenere traccia di ogni singola transazione in totale sicurezza infatti avrà comunque il suo costo in termini di immissione di gas serra nell'ambiente. Chiaramente i singoli server impiegati da Facebook e i suoi partner consumeranno meno di una centrale per l'estrazione di Bitcoin, tanto che secondo alcuni esperti interpellati da The Verge l'intero sistema sarà di un intero ordine di magnitudine più efficiente; d'altro canto però, considerando le dimensioni del pubblico che potrebbe arrivare a utilizzare Libra, è il caso di non abbassare la guardia su questo aspetto.

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