Sono passate poco più di 24 ore dall'attivazione del portale dedicato alla richiesta del bonus mobilità del Ministero dell'Ambiente, ma i soldi messi a disposizione dal governo sono già finiti. Ad ottenerli sono stati gli italiani che più si sono dimostrati veloci, pronti e pazienti nel sostenere le procedure di accesso a un sito web e a una infrastruttura per l'identificazione che hanno subito diversi malfunzionamenti e inconvenienti. Code di ore, ripetute in alcuni casi per numerose volte, hanno premiato un numero limitato di cittadini lasciando però esclusa un'ampia fetta di popolazione potenzialmente interessata al bonus ma impossibilitata a ottenerlo.

Il sito truffa e gli utenti in coda

Già prima dell'apertura del portale, un sito registrato a un indirizzo quasi omonimo ha dirottato parecchi utenti presso una pagina truffaldina che ha riempito i loro smartphone di spam. Allo scoccare dell'ora X nel clic day del 3 novembre, ovvero le 9 del mattino, il sito legittimo del bonus mobilità è poi andato in tilt per le troppe richieste di accesso in contemporanea; poche ore dopo la situazione è andata migliorando, ma i cittadini interessati alla misura si sono trovati di fronte a code interminabili, arrivate a contare fino a 700.000 altre persone da gestire prima di concedere l'accesso ai richiedenti.

Accesso impossibile, sistemi SPID in tilt

Una volta smaltita la coda, molti utenti si sono trovati di fronte a un ulteriore ostacolo: l'autenticazione presso il portale, che avveniva utilizzando obbligatoriamente il sistema SPID di identità digitale ma che per molti è stata difficoltosa o addirittura impossibile. Alcuni provider come Poste Italiane e Sielte non hanno infatti saputo gestire l'afflusso di richieste di identificazione giunte dai cittadini che tentavano di entrare nel portale, restituendo agli utenti messaggi di errore a ripetizione proprio quando era fondamentale che garantissero per loro l'accesso al sito. Questo genere di stallo si è protratto spesso ben oltre i 20 minuti concessi ai cittadini per completare la procedura di richiesta, con il risultato di cacciarli fuori dal portale.

La coda da rifare

Una volta espulsi dalla pagina di autenticazione, gli utenti coinvolti nei malfunzionamenti sono stati costretti a scegliere tra due opzioni: rinunciare al bonus dopo aver speso spesso ore davanti al computer per tentare di ottenerlo, oppure rimettersi in coda per effettuare un nuovo tentativo – sperando che gli accessi SPID tornassero a funzionare e dunque con il rischio di perdere l'intera mattinata o il pomeriggio. Stando alle lamentele leggibili sui canali social dei provider SPID coinvolti, molti utenti hanno scelto la seconda via con scarso successo: alcuni affermano di aver perso una intera giornata senza essere riusciti a ottenere il bonus; altri lamentavano malfunzionamenti ancora a notte fonda, 16 ore dopo l'apertura del portale.

Il contatore dei fondi residui

La giornata sul portale è stata scandita dal grafico a torta del "plafond residuo". Partito dalla disponiblità iniziale di 215 milioni di euro, lo strumento sarebbe dovuto servire a visualizzare chiaramente la rimanente disponibilità dei fondi stanziati dal governo nel corso delle ore e dei giorni a venire; per tutta la giornata di ieri il grafico a torta si è però trasformato in un angosciante conto alla rovescia per chiunque stesse tentando di accedere da ore al sito senza riuscirci.

A un solo giorno ore dall'apertura del portale il contatore è sceso praticamente a zero: tutti coloro che nelle scorse 24 ore – magari per motivi di lavoro o di necessità – non si sono potuti collegare online o non hanno potuto rimanere di fronte al computer fino alla soluzione dei problemi, sono rimasti tagliati fuori dalla riscossione del bonus. La speranza ora è che dopo il rifinanziamento promesso per l'anno prossimo l'accesso ai fondi sarà gestito in modo diverso e che i provider dei servizi SPID si facciano trovare preparati all'occasione.