Ci sono molti aspetti "grandi" del Samsung Galaxy Note 20 Ultra 5G. Oltre al nome, sia chiaro. È grande la dimensione, sono grandi le performance ed è grande il sensore della sua fotocamera (una delle 4). D'altronde il nuovo smartphone della casa sudcoreana vuole essere (ed è) la punta di diamante della sua gamma di telefoni, proponendosi come un dispositivo potente e adatto all'utilizzo anche e soprattutto in ambito lavorativo. Il Note 20 Ultra è di certo uno dei telefoni più interessanti del 2020, i cui punti di forza sono intaccati solamente da un problema squisitamente europeo: da noi lo smartphone non arriva con il processore Snapdragon 865 Plus ma con un Exynos 990 octa core. Una CPU potente, ma che non sempre riesce a stare al passo con la controparte americana.

L'elemento che però rapisce fin da subito è lo schermo: 6,9 pollici in risoluzione quad HD+ con supporto all'HDR 10+ con una frequenza variabile di aggiornamento di 120 Hz. Quest'ultimo elemento è il vero punto forte di un display che risulta estremamente fluido e bello da vedere, con un'unica limitazione: frequenza di aggiornamento e risoluzione massima non possono convivere, quindi bisogna scegliere tra una delle due. I 120 Hz sono chiaramente la scelta da fare, dato che rendono lo schermo del Note 20 uno dei migliori sul mercato. Bene anche l'aspetto squadrato del telefono che sui lati accoglie però una leggera curvatura dello schermo che lo rende ancora più immersivo.

Le fotocamere del Note 20 Ultra

L'altro aspetto evidente fin dal primo approccio è quello delle fotocamere. Lo è ancora prima di aver effettivamente aperto l'applicazione Camera, dato che l'impatto fisico del comparto fotografico è effettivamente immenso. Anche e soprattutto in questo il Note 20 Ultra è "grande": il "camera bump" di questo smartphone è notevole e si innalza di diversi millimetri sopra la superficie posteriore del dispositivo, rendendo molto evidente la presenza delle fotocamere. Queste sono tre: un ultra-grandangolo da 12 megapixel, un grandangolo da 108 megapixel e uno zoom da 12 megapixel. Sulla parte frontale, invece, troviamo una selfie can da 10 megapixel con foro sullo schermo.

Del comparto fotografico meritano una menzione particolare il grandangolo e lo zoom. Quest'ultimo parte da un ingrandimento pari a un 5X ottico con possibilità di raggiungere i 50X in digitale, con risultati appena accettabili su una lunghezza focale così estesa ma di certo più utilizzabili rispetto all'eccessivo 100X del Galaxy S20 Ultra. Per quanto riguarda lo zoom, però, la mancanza di una focale di mezzo (un 2X o un 3X) a volte si sente. La star del telefono è il grandangolo da 108 megapixel, la vera arma di Samsung che punta a combattere il comparto fotografico di Pixel e iPhone. Funziona e spesso funziona alla grande (anche se tende sempre ad eccedere di nitidezza e di levigatura), ma anche in questo caso il collo di bottiglia in Italia lo abbiamo a causa del processore, che a differenza dello Snapdragon sembra faticare nel produrre scatti al 100% delle sue possibilità. Una precisazione importante: come nel caso degli altri smartphone di ultima generazione, la fotografia da mobile non è più "solo" un'immagine impressa su un sensore ma passa attraverso elaborazioni e modifiche che costituiscono una pipeline molto complessa che per ogni scatto richiede potenza di calcolo. Il Note 20 Ultra è tarato sullo Snapdragon e la presenza dell'Exynos sembra ridurre leggermente la qualità finale. Merita una nota, questa volta di demerito, anche la fotocamera frontale: per qualche motivo tende a lisciare la pelle e applicare filtri al volto anche disattivando tutte le voci possibili. Bene la modalità notte, che invece gode dell'effetto levigatura marcato.

Uno dei punti interessanti della nuova strategia di Samsung è però quello legato ai video, un settore in cui Apple con il suo iPhone continua a regnare incontrastata. Per questo Note 20 Ultra l'azienda sudcoreana ha puntato sulla possibilità di girare video in 8K e, soprattutto, sulla gestione intelligente dei microfoni, che possono essere attivati in modo da passare da una registrazione omnidirezionale a una direzionale direttamente dal menu di registrazione. È un approccio che porta Samsung vicino ad Apple e che sarà sicuramente interessante da tenere d'occhio nei prossimi modelli. I problemi alla messa a fuoco che affliggevano l'S20 sono stati risolti con un sistema di autofocus laser.

La S-Pen

Infine, la protagonista di tutti i Note è la S-Pen, la stylo che a partire dallo scorso anno è diventata ancora più funzionale grazie alla presenza di una batteria interna. In questo nuovo modello continuano a essere presenti le air gesture e la possibilità di controllare presentazioni e documenti a distanza, ma in più si aggiunge una latenza ulteriormente ridotta che rende l'atto di scrivere o disegnare sullo schermo un'esperienza molto fluida. Ne gode anche l'applicazione Samsung Note, vero compagna perfetta della S-Pen grazie alle molte possibilità di riconoscimento del testo scritto a mano, di riorganizzazione delle note e di registrazione dell'audio mentre si scrive. L'accoppiata è davvero interessante e rende il Note 20 Ultra estremamente adatto a situazioni di lavoro.

Anche mettendo insieme tutte le cose "grandi" del Note 20 Ultra, però, il telefono di Samsung forse non merita un passaggio dal Note 10: se ne possedete uno, potete pensare di aspettare il prossimo modello per valutare un eventuale cambio. Detto questo, il nuovo Note è un dispositivo che va a posizionarsi ai primi posti della classifica dei migliori telefoni del 2020, fortemente indicato per chi ha necessità di utilizzare applicazioni per lavoro su uno schermo particolarmente grande. In questo aiuta molto anche la gestione del multitasking. L'elemento davvero negativo è però il prezzo: 1.329 euro per la variante da 256 GB e a 1.429 euro per quella da 512 GB. Troppo anche per un telefono con queste prestazioni. Fortunatamente i prezzi di questi modelli tendono ad abbassarsi rapidamente: intorno alla soglia dei 1.000 euro questo Note 20 Ultra diventerà davvero interessante per molti.