27 Dicembre 2011
19:55

Il movimento Occupy nel Centro Italia visto dal Web – Inchiesta

Da Roma a Firenze, passando per Arezzo, il movimento Occupy che si estende dal Lazio alla Toscana si radica nelle grandi “capitali” del centro Italia (al momento solo Roma e Firenze restano quotidianamente attive) ma lambisce anche i piccoli centri; tra questi annoveriamo l’esperienza aretina. Ma nel panorama movimentista del Bel Paese fa la sua comparsa anche un evento iternazionale, la marcia Nizza-Roma-Atene.
A cura di Anna Coluccino

Dopo aver analizzato la matrice filosofico-politica del movimento Occupy e il modo in cui le città "presidiate" a sud del Bel Paese comunicano attività e principi attraverso la rete, la nostra inchiesta si spinge verso nord alla scoperta di quel che accade nel centro Italia, zona che storicamente si connota come una delle più sensibili politicamente, tanto che anche stavolta non delude e, sebbene le esperienze durature siano di numero inferiore a quelle del sud e del nord Italia, c'è da dire che il movimento romano e quello fiorentino sono tra i più attivi, "rumorosi", maturi sia dal punto di vista della comunicazione che dal punto di vista dell'analisi.

Firenze e Roma, inoltre, sono due dei presidi interessati dal passaggio della marcia Nizza-Roma-Atene che, come vedremo in seguito, ha raccolto interesse crescente ad ogni tappa, arrivando a rappresentare un importante momento di confronto tra tutte le realtà movimentiste della penisola italiana e la situazione internazionale.

Roma – #occupyroma

La genesi del movimento romano è stata lunga, complessa e travagliata. I tentativi di stabilire un presidio stabile e duraturo hanno cominciato a verificarsi fin dai primi giorni di ottobre, a breve distanza da quel 17 settembre che ha segnato l'inizio della protesta made in USA. Ma -a voler essere esatti- non sono stati neppure i primi. Già all'indomani dell'invasione delle piazze spagnole da parte degli Indignados -infatti- anche Roma ha provato a seguire la scia dello spirito del tempo, pur senza notevoli risultati.

Il punto di svolta lo si è trovato il 15 ottobre, ovvero nel giorno in cui sono stati chiamati a raccolta tutti coloro che sentivano di averne abbastanza dello status quo ed erano pronti a dare avvio a quella che, da allora, si definisce come global revolution.

Ma il 15 ottobre 2011 le cose sono andate in maniera diversa da come si era immaginato. La partecipazione alla manifestazione è stata gigantesca e, in quell'occasione, i social media sono stati utilizzati come si deve, con capacità e attenzione. L'idea era quella di restare a presidiare Roma in migliaia ma, come sappiamo, le cose si sono evolute in un'altra direzione.

Qualche decina di persone, però, il 15 ottobre ha deciso di rimanere in piazza nonostante tutto ed è da quel giorno che ha preso avvio -ufficialmente- l'accampata romana.

Rispetto al "nome" del presidio romano ci sono non pochi dubbi.

Facebook pullula di pagine che vanno da Italian Revolution – Roma ad Occupy Rome (presente sia in forma di "profilo" che di "pagina"), ma in realtà i lavori sembrano confluiti tutti in un unico movimento che -pur rappresentandosi con nomi diversi, dai Draghi Ribelli agli Indignados- ha la sua centrale di comunicazione Facebook sulla pagina di Italian Revolution – Roma. Quanto all'uso di altri strumenti comunicativi Roma (come solo Firenze, Venezia, Avellino e pochi altri) ha deciso di servirsi anche di Youtube, istituendo un canale che viene aggiornato con una buona frequenza.

Ma il vero difetto comunicativo di tutti i movimenti che si approcciano a Youtube è lo stesso: in nessuno appare evidente lo sforzo di far girare i video il più possibile. Probabilmente è comune l'idea -del tutto errata- che se un video è carino e interessante fa tutto da solo. Ma non è così, specie se il video in questione si riferisce a realtà "locali" e non ha né aspirazioni ludiche né comiche.

Rispetto alle iniziative, il movimento romano -attualmente di stanza alle Terme di Caracalla- ne ha avviate a decine e sono ottimamente riassunte in un video che racconta la storia novembrina dell'accampata.

Ultime azione in ordine di tempo: Crisis Kills Christmas, un flash mob di contestazione riguardante la crisi e la speculazione finanziaria.

Arezzo – #occupyarezzo

Per quanto di breve durata (almeno nella forma del presidio o dell'azione quotidiana) Occupy Arezzo ha diversi meriti, anche se più sul piano politico che su quello della comunicazione online. Rispetto alla presenza sul web, infatti, a parte un gruppo aperto -al momento poco animato- e qualche video girato in occasione delle iniziative (ma mai caricato su Youtube) Occupy Arezzo non comunica con straordinaria e quotidiana efficacia le proprie rivendicazioni, il che -in generale- per un movimento che guarda al mondo rischia di rappresentare un handicap anche in termini di aumento della partecipazione e reciproca scambio di "entusiasmi".

Dal punto di vista politico, però, gli occupanti aretini hanno realizzato iniziative che hanno il merito di inquadrare almeno due tra i problemi più sentiti dal movimento mondiale: la speculazione finanziaria, la lotta perché i beni comuni restino tali.

E allora ecco che la rispedizione al mittente della lettera della BCE e il presidio davanti alla sede delle Nuove Acque sono azioni che restituiscono l'immagine di un collettivo che ha focalizzato in maniera esatta e puntale le rivendicazioni principali del movimento, il che fa ben sperare circa il prosieguo dell'attività.

Rispetto ad Arezzo, poi, c'è un altro dato da valutare. Ovvero la presenza della vicina e attiva Firenze che risulta -gioco forza- polo attrattivo delle rivendicazioni centro-toscane.

Firenze – #occupyfirenze

Tra le esperienze più interessanti e continuative del movimento Occupy in Italia c'è sicuramente quella fiorentina, avviatasi -come molte altre- l'11/11/11 in piazza Santissima Annunziata ed ora attualmente in presidio a Piazza Dalmazia.

Il presidio resiste da ormai diversi giorni e, anche quando l'occupazione fisica degli spazi è venuta momentaneamente meno, gli spazi virtuali hanno continuato ad essere in fermento. Le iniziative sono sempre puntuali e focalizzate, specie dopo la follia razzista che ha investito la città e che si è concretizzata nell'assassinio di due senegalesi da parte di un militante di Casa Pound. La maturità politica del movimento fiorentino era già di per sé a un buon livello, ma dopo l'intollerabile gesto di Gianluca Casseri i ragazzi di #occupyfirenze ha fatto quadrato e le iniziative hanno assunto un tono doverosamente antirazzista.

Rispetto alle modalità di comunicazione, Firenze ha adottato un'unica pagina Facebook. A differenza di tutte le realtà fin qui analizzate, è l'unica ad essersi dotata di un sito internet nonché una delle pochissime ad aver aperto un canale Youtube e un account Twitter. Inoltre, spulciando su Facebook, è possibile imbattersi in un gruppo aperto formato da otto persone che rappresentano la "commissione economia" del presidio fiorentino.

Rispetto alle modalità di azione, invece, a parte un paio di falsh mob e qualche workshop, il movimento fiorentino pare più avvezzo a discutere, interrogarsi, incontrarsi. Non sembra attanagliato dall'ansia di fare che -invece- caratterizza il movimento in altre parti d'Italia.

Marcia Nizza-Roma-Atene

Abbiamo deciso di inserire in questo punto la trattazione riguardante la March to Athens perché -in questo esatto momento- i marciatori si trovano a Perugia, ovvero in quel centro Italia è oggetto della presente analisi.

Ma che cos'è la Marcia Nizza-Roma-Atene?

Per averne una prima idea vi invitiamo a leggere la dichiarazione d'apertura del coordinamento italiano per l'organizzazione della marcia.

Marcia Internazionale NONviolenta Nizza-Roma-Atene

Dopo le manifestazioni di violenza a Roma il 15 Ottobre, l'Agorà Intenrazionale di Bruxelles, il 16 ottobre, ha deciso di continuare la "Marcia pacifica" cominciata in Spagna a giugno, proseguita verso la Francia da luglio in poi e terminata a Bruxelles l'8 ottobre. La Marcia prosegue dunque verso quelle città che sono state più colpite dai conflitti violenti.

Lo scopo principale di questa marcia è di rivendicare e diffondere i valori di una "democrazia reale" in Europa, nel mondo e dunque in ogni singolo paese. Essa denuncia la grave situazione cui ci hanno condotto i governi condizionati dalla grande finanza e promuove l'aggregazione politica democratica, apartitica nonviolenta di tutte quelle persone vittime di tali ingiustizie, ossia la maggioranza della popolazione mondiale.

Al momento, i marciatori sono in cammino da quasi cinquanta giorni (hanno lasciato Nizza il 9 novembre) e si avviano a toccare il primo traguardo del loro itinerario fisico e politico: Roma.

Nella capitale fervono i preparativi dell‘Agorà della durata di una settimana (11-18 gennaio) che si terrà nella Città Eterna allo scopo di avvicinare quante più persone possibile alle tematiche portate avanti dai vari movimenti mondiali tra cui Occupy, gli Indigandos, Global Revolution… Riguardo al livello "comunicativo" della Marcia verso Atene troviamo una discreta capacità di interazione via Facebook, specie per quel che concerne le notifiche di spostamento e necessità logistiche, ma -in realtà- la tecnologia consentirebbe molto più di quel che viene fatto.

Ad esempio, non esistono molti video riguardanti la marcia così come non ci sono molte immagini degli accampamenti, c'è però una rassegna stampa online che raccoglie tutto quanto è stato fatto dai marciatori e tiene traccia dei vari passaggi.

Ecco le prossime tappe della marcia:

  • 19/12 Firenze-Bargino (21km)
  • 20/12 Bargino-Colle Val di Elsa (26km)
  • 21/12 Colle val di Elsa-Siena (24km)
  • 22/12 Siena-Asciano (26km)
  • 23/12 Asciano-Foiano (26km)
  • 24/12 Foiano-Cortona (20km)
  • 25/12 Natale a Cortona
  • 26/12 Cortona-Magione (24km)
  • 27/12 Magione-Perugia (18km)
  • 28/12 Perugia
  • 29/12 Perugia-Assisi (21km)
  • 30/12 Assisi-Foligno (18km)
  • 31/12 Foligno-Spoleto (25km)
  • 01/01 Capodanno a Spoleto
  • 02/01 Spoleto-Acquasparta (24km)
  • 03/01 Acquasparta-Narni (23km)
  • 04/01 Narni-Orte (21km)
  • 05/01 Orte-Viterbo (28km)

Tra le altre esperienze che pure hanno smosso corpi e coscienze del centro Italia annoveriamo #occupyurbino e #occupylivorno, presidi molto vivaci nel contesto "reale" ma meno presenti in quello virtuale. Niente Twitter, niente Youtube, uso sporadico di Facebook, il che è ancor più curioso se consideriamo che questi due movimenti in particolare -ma non solo- hanno una fortissima se non esclusiva componente studentesca.

Il movimento Occupy nel Nord Italia visto dal Web - Inchiesta
Il movimento Occupy nel Nord Italia visto dal Web - Inchiesta
Il movimento Occupy nel Sud Italia visto dal Web - Inchiesta
Il movimento Occupy nel Sud Italia visto dal Web - Inchiesta
Il movimento Occupy rapisce anche l'Italia: la protesta, le persone e i luoghi visti dal Web
Il movimento Occupy rapisce anche l'Italia: la protesta, le persone e i luoghi visti dal Web
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni