General Magic è un'azienda che probabilmente non avrete mai sentito nominare prima di oggi, eppure è la realtà che ha di fatto inventato lo smartphone – inteso come dispositivo dotato di determinate funzioni – 13 anni prima del lancio dell'iPhone, nel 1993. Ma l'azienda, peraltro nata da ex dipendenti Apple, finì per essere vittima dei tempi ancora troppo acerbi per un dispositivo di questo tipo e presto andò in bancarotta. D'altronde con la velocità delle reti mobile di quel tempo e un prezzo di 800 dollari – paragonabile agli attuali 1.200 dollari – il dispositivo apparteneva ad una fascia che ancora non aveva giustificazioni di esistere.

Rileggere oggi la storia di General Magic, però, è impressionante, perché di fatto l'azienda aveva indovinato tutte le caratteristiche che poi hanno reso gli smartphone un successo incredibile, incluse emoji, schermo touchscreen e le icone delle applicazioni. "Offre la stessa soddisfazione personale di un pezzo di gioielleria" spiegava al tempo Marc Porat, CEO di General Magic, anticipando il trend portato effettivamente dagli smartphone, paragonabili a veri e propri accessori di lusso. Si chiamava Magic Communicator – Pocket Crystal agli inizi dello sviluppo – ed è stato un flop, ma oggi è il protagonista di un docufilm presentato al Tribeca Film Festival.

"Un piccolo computer, un telefono, un oggetto molto personale. Deve essere bello e deve offrire la stessa soddisfazione di un gioiello" aveva spiegato Porat in una mail inviata a John Sculley, al tempo CEO di Apple. "Avrà un valore percepito, anche quando non sarà utilizzato. Deve essere confortevole, piacevole al tocco e prezioso come un cristallo. Una volta che lo utilizzi non potrai più farne a meno. Non è solo un telefono, è qualcosa di più". Una visione che risulta essere incredibilmente simile a quella che Steve Jobs ha avuto più di un decennio più tardi con il suo iPhone.

General Magic, che come logo aveva un coniglio in un cappello da mago, sviluppò così il prototipo del Pocket Crystal, un dispositivo decisamente avanguardistico per il tempo che presentava, oltre ad alcuni pulsanti, uno schermo monocromatico sensibile al tocco, sul quale venivano mostrate delle icone simili a quelle che poi hanno caratterizzato gli smartphone. Certo, l'App Store ancora non poteva esistere, però sul touchscreen facevano già capolino le app di email, messaggi e sveglia. Sembrava essere una rivoluzione ma poi, a sorpresa, proprio l'allora CEO di Apple presentò il Newton, un dispositivo portatile che si rivelò anch'esso un enorme flop.

A quel punto General Magic si ritrovò catapultata in una corsa disperata per raggiungere il mercato, sospinta anche dalle preoccupazioni degli investitori: per lo sviluppo del suo telefono l'azienda aveva raccolto diversi milioni di dollari da realtà come AT&T, Sony, Samsung e Motorola. La prima mossa fu quella di sbarcare in borsa con la prima "IPO concettuale" della storia, dalla quale raccolse 96 milioni di dollari nonostante il suo prodotto non fosse ancora pronto. Nel 1993 General Magic lanciò il Magic Communicator, un dispositivo grande quanto una piccola TV portatile. Al costo di 800 dollari, lo "smartphone" fu un flop totale: le unità vendute furono solo 3.000 e, nel 2004, General Magic annunciò bancarotta. Secondo il docufilm, però, questo fallimento ha rappresentato la scintilla che poi ha portato alla nascita di molte realtà della Silicon Valley: i dipendenti di General Magic hanno creato siti come eBay e LinkedIn, aiutato a creare il sistema operativo Android e fondato aziende come Nest, poi acquisita da Google per 3,2 miliardi di dollari.