Chi pensa che un'Italia sempre connessa a internet, senza distinzioni tra Nord e Sud del Paese, innovativa e all'insegna della digitalizzazione delle istituzioni e delle imprese sia solo un sogno, dovrà ricredersi. Prosegue, infatti, con successo, l'impegno di Open Fiber (società per azioni posseduta al 50% da Enel e Cdp Equity) per realizzare nelle maggiori città italiane una rete a banda ultra larga, tra gli elementi ormai imprescindibili per lo sviluppo dell'economia, del lavoro e di tutti i settori della vita quotidiana. Il piano industriale 2018-2027 prevede la copertura di circa 19 milioni di unità immobiliari, tra abitazioni private e uffici, su tutto il territorio nazionale: in totale saranno 271 i centri e circa 7mila i comuni italiani a essere interessati dal progetto, con una previsione di investimento superiore a 6,5 miliardi di euro. L'obiettivo è allineare la Penisola al resto dell'Europa, favorendone la competitività e l'evoluzione verso una "industria 4.0".

Come funziona l'infrastruttura di Open Fiber

L'infrastruttura realizzata da Open Fiber è interamente in fibra ottica in modalità FTTH, letteralmente Fiber to the home, cioè "fibra fino a casa". Ciò significa che tutta la tratta dalla centrale alle singole abitazioni è esclusivamente in fibra ottica, tecnologica capace di garantire velocità di connessione a 1 Gigabit al secondo, mentre un'altra quota di collegamenti sarà in FWA, cioè tramite ripetitori collegati alla rete in fibra ottica che a loro volta irradiano un segnale wi-fi ad alto potenziale, il che permette di raggiungere una certa velocità di connessione anche nelle zone più impervie. È possibile usufruire del servizio grazie ad accordi stretti con i maggiori operatori nazionali, come Vodafone e Wind Tre. Open Fiber, infatti, è un operatore wholesale only, che mette a disposizione l’accesso alla sua infrastruttura a tutti gli operatori di mercato interessati, a condizioni tecniche ed economiche non discriminatorie.

I vantaggi della fibra ottica: velocità e affidabilità

Le connessioni in fibra sono molto più affidabili rispetto a quelle in rame perché sono meno soggette a interruzioni e problemi tecnici. Inoltre, sono anche più economiche perché vengono in questo modo eliminati tutti i costi di manutenzione. Per non parlare della loro velocità rispetto alle tecnologie tradizionali. Infine, questa è l'unica soluzione future proof, con una capacità di trasmissione che arriva a toccare i 40 Gbps. I vantaggi per i singoli cittadini e per le aziende sono innumerevoli: è possibile accedere ad una serie di servizi in rete, semplificando e migliorando le relazioni fra cittadini e Pubblica Amministrazione, fra studenti, scuole e università e aumentando la produttività e la competitività delle imprese, ma anche lavorare da casa attraverso il telelavoro e lo smart working.

Dove è arrivata la rete di Open Fiber: diffusione anche al Sud

Finora, la rete di Open Fiber è arrivata a Torino, Milano, Bologna e Perugia ed è stata avviata in altre 150 comuni italiani. Il progetto prevede una diffusione capillare anche nelle regioni meridionali. È stato di recente completato il piano di cablaggio in fibra ottica a banda ultra larga a Catania, la prima tra le città del Sud, con un investimento privato di circa 30 milioni di euro. Nella città siciliana sono stati raggiunti circa 120mila edifici, tra case e uffici, sempre in modalità FTTH, tra l’altro in netto anticipo rispetto al cronoprogramma iniziale. "Ora l’impegno di Open Fiber – ha dichiarato l’amministratore delegato Elisabetta Ripa – prosegue in tutta la Regione, nelle città e nei piccoli comuni, affinché tutti i siciliani possano usufruire di una rete a prova di futuro con connettività ultraveloce e servizi sempre più all’avanguardia".

Non solo. Open Fiber porterà la connettività a banda ultra larga anche nelle cosiddette aree "a fallimento di mercato", cioè in quelle zone del Paese meno popolate e che pagano il prezzo maggiore in termini di digital divide. L’azienda si è infatti aggiudicata i primi due bandi Infratel, società in house del Ministero dello Sviluppo Economico, per la realizzazione di un’infrastruttura a banda ultra larga in 16 Regioni e nella Provincia Autonoma di Trento.