L'impulso è arrivato dall'Agenda Digitale 2020 e dalla volontà italiana di garantire comunicazioni veloci e mezzi per stimolare lo sviluppo economico e l'occupazione: l'obiettivo è portare sulla penisola la banda ultra larga, un progetto che prevede entro il 2020 la copertura ad almeno 100 Mbps per l'85% della popolazione e la copertura ad almeno 30 Mbps per tutti i cittadini italiani.

Open Fiber e la FTTH

Questa strategia ha dato vita a una collaborazione concreta tra Enel e Cassa Depostiti e Prestiti confluita nella compartecipata Open Fiber, nata per investire nelle infrastrutture del futuro. Open Fiber ha scelto di portare la fibra ottica in tutte le aree del Paese, dalle zone più densamente popolate (271 città nelle quali investe fondi propri) fino ai borghi e alle aree più decentrate (oltre 7mila comuni grazie ai bandi Infratel mirati al superamento del digital divide), utilizzando la modalità più efficace, la modalità Fiber To The Home (Ftth) che arriva fino alle abitazioni e non solo alla cabina e permette velocità di connessione inedite, fino a 1 Gigabit al secondo con una latenza ridotta (meno di 5 millisecondi). Nelle aree a fallimento di mercato l'investimento è davvero notevole e riguarda 19 regioni in aggiunta alla Provincia di Trento, coinvolgendo 7635 Comuni, 14 milioni di cittadini e 500mila sedi aziendali e P.A. E ora si concentra nel Sud Italia.

I numeri dell'alta velocità nel Sud

"Con oltre un miliardo di euro già investito nella digitalizzazione delle regioni del Sud, Open Fiber conferma la sua vocazione allo sviluppo tecnologico integrato e armonico del Sistema Paese: dalle grandi aree metropolitane ai centri meno popolati e più remoti, offriamo a tutti parità di accesso a una rete all'avanguardia", afferma Elisabetta Ripa, amministratore delegato di Open Fiber. Nelle aree molto urbanizzate e nelle aree delle grandi città Open Fiber ha investito e continua a investire privatamente milioni di euro: in Campania 190 milioni, in Puglia 170 milioni, in Basilicata 14 milioni, in Sicilia 200 milioni e in Calabria 60 milioni. Nelle aree periferiche e rurali del Sud, dove il mercato fa più fatica a investire, Open Fiber opera come concessionario grazie all’aggiudicazione delle gare pubbliche bandite da Infratel, società in house del Ministero dello Sviluppo Economico. Anche in questo caso gli investimenti sono ingenti: per la realizzazione di una rete che è e resterà di proprietà pubblica sono stati destinati 174 milioni di euro in Campania, in Basilicata 33 milioni, in Sicilia 183 milioni, in Puglia 34 milioni, mentre in Calabria 29 milioni. Un risultato importante che non significa solo fibra ottica e connessione ultra veloce ma anche più lavoro: in tutto il Sud sono circa 3500 i lavoratori, operai specializzati, coinvolti nel progetto.

Il futuro in poche parole

A questo si devono aggiungere poi l'indotto e gli sviluppi nel futuro che sono potenzialmente infiniti. Molti sono legati al 5G, ossia alla Quinta generazione delle reti mobili, la tecnologia più avanzata per la trasmissione dati che non solo permetterà di navigare rapidamente su Internet da smartphone e tablet, ma consentirà anche di creare una rete a cui “ogni cosa” sarà connessa (Internet of Things). Questa tecnologia non può esistere senza la fibra ottica. Gli effetti sono già tangibili: dalla smart home al settore automotive, dalla telemedicina (la prima sperimentazione in Italia è appena partita grazie alla collaborazione tra Open Fiber e Policlinico di Milano) alla smart city, dalla realtà aumentata nel turismo alla gestione dei consumi, fino alla Industry 4.0, ossia l'integrazione dei robot all'interno delle fabbriche, senza dimenticare la digitalizzazione dei processi aziendali e l'automazione della produzione.

Open Fiber, un volano per lo sviluppo delle aziende anche al Sud

A beneficiare degli investimenti di Open Fiber c’è, ad esempio, Graded, società che opera da 60 anni nel mercato della progettazione, realizzazione, installazione, gestione e manutenzione di impianti tecnologici, di cogenerazione industriale e di produzione di energia ad alta efficienza, da fonti tradizionali e rinnovabili. Domenico Dichiarante, responsabile marketing operativo Open Fiber, descrive Graded come una delle aziende campane che in questo momento stanno puntando con risultati visibili sull'innovazione, la ricerca e lo sviluppo e che anche grazie a Open Fiber – e a Vodafone, che le ha fornito il servizio attraverso la rete OF – si sta evolvendo rapidamente:

“La rete, interamente in fibra ottica, che Open Fiber sta costruendo è e sarà sempre di più un volano per lo sviluppo delle aziende più innovative. Con la nostra infrastruttura le aziende, ovunque esse si trovino, saranno sempre al centro del mercato globale. Stiamo annullando le distanze. Le principali città del Sud già oggi, grazie ad Open Fiber, hanno una capillarità di una rete interamente in fibra ottica superiore a molte realtà internazionali. Oggi le aziende sono sempre più un centro di produzione di informazioni e necessitano di uno “scambio” simmetrico con il mondo esterno anche per il diffondersi delle tecnologie cloud. Solo le reti interamente in fibra ottica possono garantire le performance necessarie per queste nuove tecnologie. Graded è una di queste aziende che ha capito l’importanza di dotarsi di una connessione in fibra ottica di questo tipo e che da Napoli sta estendendo il suo business ai mercati internazionali”.

Graded dal sole di Napoli al sole della Romania

“Per essere più competitive le aziende devono vincere la sfida della digitalizzazione. E per riuscire ad affrontarla è determinante poter contare sulla fibra ottica – spiega Vito Grassi, amministratore unico di Graded e presidente di Unione Industriali Napoli e Confindustria Campania – che garantisce una connessione superveloce indispensabile per l’Internet of Things (IoT), per il cloud e per la convergenza fisso-mobile. In poche parole, per l’impresa 4.0. Noi lo abbiamo capito da tempo e siamo in prima linea sul fronte degli investimenti in ricerca e sviluppo. Abbiamo in corso diversi progetti, in collaborazione con le principali Università campane e con l’Academy della Federico II, che puntano su Big Data e Intelligenza artificiale. Abbiamo imboccato la strada verso la nuova frontiera digitale. Una strada che passa necessariamente per la diffusione di una rete sicura e veloce, in grado di processare una notevole quantità di informazioni”. Uno dei project work, in collaborazione con Digita Academy, in fase di sviluppo è Cruscotto 4.0, un "cruscotto di monitoraggio" da remoto di un impianto fotovoltaico di 1MW di potenza elettrica realizzato e gestito da Graded a Ianova. Si può gestire all'ombra del Vesuvio un impianto fotovoltaico in Romania? Ora sì.