Ne abbiamo parlato più volte nel corso dei nostri interventi della valenza che ha il videogioco nel raccontare la storia. Esistono titoli che si basano sul passato, lo rendono un pilastro importante, come Assassin's Creed, ma anche quando gli eventi storici servono solo a fare da cornice per una trama fittizia, volente o nolente, si sta tramandando un messaggio, e se lo si fa male, i giocatori lo noteranno.

È quello che è accaduto a Call of Duty: Modern Warfare, "soft reboot" di Call of Duty 4: Modern Warfare (2007) incentrato sulla guerra moderna, dove il nemico principale è il terrorismo. In particolare, il popolare sparatutto di Activision è stato messo alla berlina per una cattiva rappresentazione dei russi all'interno di una sequenza che rimanda alla Guerra del Golfo, quella combattuta agli inizi degli anni 90 tra la coalizione di stati dell'ONU diretta dagli Stati Uniti e l'Iraq di Saddam Hussein. Uno degli episodi più truci dell'evento è la cosiddetta "autostrada della morte", teatro di bombardamenti americani che ha portato alla morte di soldati iracheni oramai in ritirata, ma anche di civili, tra cui donne e anziani.

In Call of Duty: Modern Warfare l'autostrada della morte è presente, tuttavia i bombardamenti non sono stati voluti dagli americani, bensì dai russi. Evitando al momento un commento sulle questioni geopolitiche, il fatto non è stato ben accolto dagli utenti, che hanno bombardato il titolo di recensioni negative su Metacritic, famoso portale che funge da aggregatore di recensioni. Al momento Call of Duty: Modern Warfare presenta come voto 2.4 su un totale di 10. Insomma, una vera e propria debacle, che va oltre i meriti tecnici del gioco.

Tra i commenti degli utenti rilasciati su Metacritic è possibile leggere: "Disgustosa immondizia russofobica, creata solo per una cosa: puzzolente propoganda anti-russa, che si sta riversando su tutti i media ‘indipendenti' su ordine dei loro padroni di Washington. 0/10”. O ancora, un altro utente: "La russofobia non è appropriata, ‘cara Activision'. Non esiste una morale grigia in questo gioco, solo cattivi russi e buoni americani. Puoi mostrarci le centinaia di crimini di guerra compiute dagli americani nel tuo prossimo gioco? ". Parole dure dunque, che d'altra parte mostrano la maturità acquisita dei videogiocatori, oramai stufi di meri pretesti per "giocare alla guerra" attraverso un'ottica semplicistica, soprattutto se quella guerra è ispirata a fatti reali.

Il portale americano Polygon aveva già trattato la questione all'E3 2019 dopo quanto mostrato del gioco con alcuni addetti del team di sviluppo Infinity Ward, i quali però hanno puntato a ribadire il contesto fittizio del gioco, e che certe situazioni sono frutto della volontà di dare epicità al racconto. Un visione riconfermata recentemente sull'account ufficiale di Twitter.