Huawei Mate 30 Google

La quasi totalità degli utenti smartphone in occidente scarica le proprie app da due negozi digitali: il Play Store di Google e l'App Store di Apple. Le vetrine virtuali messe in piedi dalle due aziende statunitensi sono di gran lunga le più visitate al mondo, ma al terzo posto si trova un'alternativa che fino a pochi anni fa non esisteva neppure: la AppGallery del produttore cinese Huawei, che in questi gironi ha raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti attivi ogni mese e fornendo 10 miliardi di download in un solo anno.

L'annuncio è arrivato dalla società ai margini della presentazione di Huawei Mate Xs, la seconda versione del suo smartphone con schermo pieghevole annunciata pochi giorni fa, e arriva in un momento particolare. In conseguenza alle tensioni sviluppate con gli Stati Uniti nei mesi scorsi, l'azienda ha recentemente perso la possibilità di allegare ai suoi smartphone i servizi Google che fino a poco tempo fa poteva legare ai suoi dispositivi Android: Gmail, Google Maps, YouTube e per l'appunto il Play Store non possono più presenziare sui telefoni e sui tablet usciti sul mercato dopo il 19 maggio dell'anno scorso.

Huawei in realtà si stava preparando da tempo a questo momento, tanto che nei mesi scorsi sembrava addirittura pronta a lanciare un suo sistema operativo del tutto slegato da Android. Quest'ultimo scenario non si è mai concretizzato, ma nei mesi scorsi l'azienda ha comunque intensificato gli sforzi per realizzare o rendere competitivi i servizi e le app Google la cui presenza era messa a repentaglio dal governo statunitense.

Tra i frutti di questi sforzi ci sono i Huawei Mobile Services — uno strato di software invisibili dietro al sistema operativo Android che garantisce il funzionamento di localizzazione GPS, autenticazione online e molti altri servizi — ma anche l'appena citata AppGallery. Il negozio digitale di Huawei non è una novità assoluta per il gruppo, e in Cina è presente già da anni; in questi mesi però ha subito una forte spinta anche nei Paesi occidentali, fino a raggiungere il traguardo comunicato in questi giorni. Al suo interno non si trovano ancora tutte le app disponibili su Play Store e App Store, ma l'azienda sta lavorando strenuamente per colmare il divario e tentare di riuscire dove aziende come Blackberry e Microsoft hanno fallito: dimostrare che il duopolio Google-Apple nel business della distribuzione di app non è infrangibile.