Larry Page e Sergey Brin, i due co-fondatori di Google, hanno lasciato il ruolo di CEO di Alphabet, la holding responsabile di tutti i servizi legati a Google. I due dirigenti, in realtà già lontani dai riflettori da diverso tempo, lasceranno le redini dell'azienda a Sundar Pichai, già CEO di Google. Lo hanno annunciato attraverso una nota congiunta nel corso degli ultimi minuti, sottolineando che resteranno dipendenti di Alphabet e manterranno i loro posti all'interno del consiglio di amministrazione. Ciò di cui Page e Brin non si occuperanno più è per l'operatività di un colosso tecnologico creato oltre 20 anni fa mentre studiavano alla Stanford University.

"Con Alphabet, Google e Other Bets – una divisione dell'azienda dedicata alle sperimentazioni – ben avviate, è giunto il tempo di semplificare la nostra struttura manageriale" hanno scritto i due nella nota. "Non siamo mai stati attaccati ai ruoli manageriali e pensiamo ci sia un modo migliore per operare l'azienda. Alphabet e Google non necessitano più due CEO e un presidente. Sundar sarà il CEO di Google e Alphabet". Pichai sarà quindi responsabile della guida di Google e della holding che comprende, appunto Other Bets, con una grossa responsabilità nel dover selezionare quali progetti meritano gli investimenti di Alphabet. "Continueremo a parlare con Sundar regolarmente, soprattutto sulle tematiche di cui siamo appassionati" hanno spiegato Page e Brin.

La realizzazione della holding Alphabet risale al 2015, quando i due co-fondatori hanno creato una struttura manageriale completamente differente per gli standard della Silicon Valley. Di fatto attraverso Alphabet i due fondatori hanno suddiviso il loro impero in più parti: da un lato Google e i suoi prodotti principali e dall'altro le altre parti dell'azienda, compresi i laboratori sperimentali di X Lab. In questo modo, peraltro, Page e Brin si sono spostati più nelle retrovie, lasciando a Pichai il ruolo di primo piano anche durante gli eventi di annuncio dei nuovi prodotti. Una decisione che ha avviato un periodo estremamente positivo per Google, sia per quanto riguarda i nuovi prodotti – come i Pixel – che per quanto riguarda i ricavi, in continuo aumento fin dalla formazione di Alphabet.

Pichai prende peraltro le redini di tutta la holding in un momento molto delicato per tutta l'azienda. Da un lato per la sempre maggiore attenzione verso i colossi tecnologici da parte dei regolatori statunitensi e dall'altro per le forti accuse in merito a molestie sessuali e agli accordi con l'esercito che hanno colpito Google nel corso degli ultimi mesi. Accuse che proprio Pichai ha dovuto affrontare in prima persona e che, con quest'ultima decisione da parte dei co-fondatori, dovrà continuare a gestire con una presenza ancora più rilevante.