Sono delle etichette, ma si chiamano informazioni sulla privacy. Sono un importante elemento legato alla privacy che a partire da questa settimana accompagnerà ogni applicazione disponibile per i dispositivi Apple, dagli iPhone agli Apple Watch, passando per iPad, Apple TV e Mac. Nelle schede dedicate a ogni app, infatti, saranno mostrate queste etichette che indicheranno quando e come vengono raccolti, immagazzinati e utilizzati i dati degli utenti da parte delle applicazioni; lo faranno in modo chiaro e semplice, indicando quali sono gli elementi che, dal tracciamento della localizzazione alla cronologia del browser, le app possono vedere e gestire.

Si tratta di un approccio importante anche perché obbligatorio: a tutti gli sviluppatori sarà richiesto di inviare queste informazioni come parte del rilascio delle future applicazioni e di tutti gli aggiornamenti o nuove versioni delle app già presenti sullo store. Da oggi, insomma, non si potranno più pubblicare applicazioni se queste non sono accompagnate dalle informazioni sulla privacy. Una mossa, quella di Apple, che sottolinea un impegno nella difesa della privacy attivo da ormai diverso tempo e fortificato dall'annuncio delle etichette durante l'ultima WorldWide Developer Conference di Giugno.

D'altronde, a differenza di altre aziende tech e dei social network, ad Apple i dati degli utenti interessano poco. Al di là di vendere i suoi prodotti e i suoi servizi, l'azienda di Cupertino non ha nessun motivo (almeno per ora) di immagazzinare i dati degli utenti né di profilarli, come invece fanno altre aziende. È una differenza fondamentale, perché consente all'azienda di eliminare ogni tipo di tracciamento senza troppe remore. Facendolo, peraltro, anche nel caso di aziende terze: forse non tutti sanno che se si utilizza la ricerca integrata su Safari (scrivendo i termini da ricercare direttamente nella barra degli indirizzi) Apple non fornisce a Google o agli altri motori di ricerca elementi come la posizione dell'utente. Ci avrete fatto inconsciamente caso, perché se effettuate una ricerca attraverso Safari Google vi chiede ogni volta la posizione. Ecco, è per questo.

Con il rilascio delle etichette, la mela rende ancora più ampio questo sforzo, costringendo tutte le applicazioni che costituiscono il suo ecosistema a svelare e chiarire in maniera trasparente l'utilizzo dei dati. È un progetto ambizioso perché consente anche agli utenti meno attenti di avere un'idea chiara della fine che fanno i loro dati, informazione prima nascosta da menu e sotto menu vari. Ci saranno tre categorie relative ai dati raccolti dalle app: dati usati per tracciarti, dati legati a te e dati non legati a te. Queste categorie potranno anche essere combinate, quindi potrebbero esserci casi in cui alcune app raccolgono dati legati a te e dati usati per tracciarti, oppure tutte e tre le categorie contemporaneamente.

In questi tre filoni, il tracciamento si riferisce all'azione di collegare i dati raccolti da un app con i dati raccolti da altre app e siti con l'obiettivo di mostrare pubblicità targettizzata. I dati legati a te si riferiscono a quei dati collegati alla propria identità attraverso un account, un dispositivo o altri elementi. Ovviamente, una volta scaricata un'app, iOS e tutti gli altri sistemi operativi Apple forniranno agli utenti gli strumenti per evitare determinate raccolte di dati, bloccando per esempio la localizzazione o l'accesso ad alcune informazioni.

Si inaugura quindi un'era più stringente in termini di privacy per quanto riguarda le piattaforme della mela, ma anche più trasparente nei confronti dei consumatori che spesso si trovano tracciati da app apparentemente innocue. Apple ha inoltre aggiornato il suo portale dedicato alla privacy dove vengono sottolineati gli sforzi per la protezione delle informazioni degli utenti. Tra questi, un altro importante elemento dell'approccio di Cupertino è quello di gestire tutti gli elementi di machine learning (come il riconoscimento delle persone nelle foto) direttamente sul dispositivo, evitando quindi di inviare i dati personali ai suoi server.