Le vere innovazioni in campo tecnologico capitano raramente, ed ancora più rare sono quelle che hanno il potere di cambiare il nostro modo di interagire con i dispositivi. Ecco perché ammetto di essermi "emozionato" (passatemi il termine) quando ho visto il primo video dimostrativo del Leap Motion, un piccolo (e non troppo costoso) dispositivo, che promette di rivoluzionare il modo in cui tutti noi utilizziamo i computer.

L’hardware del Leap in realtà è piuttosto modesto, non considerando le sue potenzialità. E’ grande poco più di tre centimetri di lungezza e largo un centimetro, con un pannello nero lucido sotto il quale risiedono i sensori e gli infrarossi che rendono tutto possibile.
Purtroppo però, l’azienda produttrice non ha ancora reso pubbliche le specifiche tecniche (il brevetto non è stato ancora registrato), ma il intuirne il funzionamento è molto semplice: sul dispositivo sono presenti tre illuminatori ad infrarossi che, illuminando (appunto) l’oggetto da tracciare rendono possibile la “magia”.

Non chiamatelo Kinect. Anche se il principio di funzionamento è molto simile, il sensore di Microsoft funziona utilizzando delle vere e proprie ottiche e copre una zona molto più estesa, a differenza dei sensori di prossimità del Leap.. Daltronde il Leap (in condizioni di luce ottimali, fattore non da sottovalutare) è in grado di tenere traccia di tutte e dieci le dita contemporaneamente, con una precisione di un decimo di millimetro e con una frequenza di aggiornamento superiore a quella dei monitor attuali.

Impostare il Leap è un gioco da ragazzi (ma a volte può capitare che il software non rilevi il controller, nonostante sia connesso). E’ sufficiente collegare il dispositivo al computer, posizionando il controller in un luogo dove sarà possibile rilevare tutte e due le mani (in molti posizionano il controller sotto lo schermo, ma personalmente consiglio di posizionarlo molto più in avanti, oltre la tastiera) ed installare i driver.

Il driver, appunto, andrà scaricato dal sito ufficiale del produttore ed oltre ad installare le librerie dedicate al funzionamento del dispositivo, installerà una semplice applicazione con la quale sarà possibile regolarne le impostazioni, oltre che l'Airspace, una sorta di portale tramite il quale avrete acceso alle applicazioni Leap-friendly e ad una sorta di App Store, dal quale ne potrete scaricare delle altre (non tutte gratuite e non tutte disponibili sia per Windows che per Mac).

Al momento della recensione ci sono 75 applicazioni sviluppate per funzionare con Mac OS e 71 applicazioni sviluppate per funzionare con Windows 7 e Windows 8: è un risultato davvero molto interessante, considerando che la piattaforma è stata lanciata da pochissimo, ed anche se la maggior parte delle applicazioni è a pagamento, è comunque un ottima possibilità per mettere in risalto tutte le potenzialità del dispositivo sin dal momento del lancio.

L’esperienza utente è ancora acerba. Se l’Airspace è accogliente e fluido, l’entusiasmo svanisce quando si avvia l’applicazione per l’orientamento. Il percorso inizia con una schermata in cui, con l’uso esclusivo delle mani, potremo spostare dei coriandoli in uno spazio 3D e, successivamente, in un ulteriore spazio a tre dimensioni sarà possibile visualizzare una vera e propria rappresentazione schematica delle nostre mani, che seguirà precisamente tutti i nostri movimenti: fin qui tutto bellissimo, ma purtroppo appena si inizia muovere le mani può capitare che le “dita virtuali” scompaiano e ci si rende conto che il leap, soprattutto in condizioni di utilizzo non ottimali, è meno preciso di quel che sembra. Insomma non è il modo migliore per iniziare l’esperienza touchless.

Tuttavia, una volta installate alcune delle applicazioni mi sono dovuto ricredere. E’ chiaro che in questo momento, la maggior parte delle applicazioni sono focalizzate su alcuni temi ben precisi, come la musica (si, con il Leap è possibile suonare diversi strumenti) e le scienze (ed è in questo caso che il discorso e l’utilizzo del dispositivo inizia a diventare interessante).

Ci sono poi i giochi, non sono tanti, ma quelli disponibili funzionano discretamente ben: c’è Boom Ball (una sorta di Brick Breaker in 3D), Cut the Rope ed anche Fruit Ninja, oltre ad una serie di titoli non molto conosciuti, sviluppati esclusivamente per questa nuova piattaforma.

Anche in questo caso però, non tutte le mie esperienze di gioco sono state positive, soprattutto dopo alcuni minuti di utilizzo. Purtroppo, alla versione attuale, il driver che si installa per controllare il Leap rischia di sovraccaricare la CPU, rendendo i giochi “scattosi” e la rilevazione del movimento poco precisa.

Sono inoltre disponibili diverse applicazioni per controllare il puntatore del mouse con il semplice uso delle mani: ammetto che le aspettative di questa possibilità hanno subito fatto risvegliare il lato nerd che è in me, ma anche se con la pratica il mio controllo sul dispositivo è migliorato, in realtà non è mai diventato preciso al punto tale da consentirne un utilizzo comodo e reattivo. Insomma, per ora dovrò continuare ad utilizzare il buon vecchio mouse.

Tutto sommato, il Leap è uno strumento potentissimo, soprattutto per il suo potenziale. E’ senza ombra di dubbio uno dispositivo di controllo computazionale davvero interessante e diverso da qualsiasi cosa vista fino ad ora, ma non è tagliato per sosituire il mouse ed attualmente non è preciso al punto tale da offrire un’esperienza utente intuitiva e soprattutto rilassante. Sono convinto che gli sviluppatori sapranno carpire un modo per sfruttare al massimo le sue capacità, ma attualmente il Leap è più adatto per le attività creative che per la produttività.

Vale la pena spendere 80 dollari per un assaggio di quello che potrebbe essere il futuro del controllo del computer? Si, ma con l’ottica che si sta acquistando un dispositivo per divertirsi, senza troppe pretese. Almeno per ora.