mark zuckerberg post cambridge analytica

Anche l'Italia si accoda ai Paesi intenzionati a farsi risarcire da Facebook per i danni alla riservatezza subiti dai propri cittadini nel corso della vicenda Cambridge Analytica. Lo ha annunciato il Garante per la Privacy nostrano, che con un comunicato di queste ore ha confermato di aver comminato al gigante di Menlo Park una multa da un milione di euro per le violazioni commesse in quei mesi in fatto di violazione della privacy.

Cambridge Analytica, la ragione della multa

La vicenda è quella ormai nota che ha tenuto banco per tutto il 2018 dentro e fuori da Facebook, e che ha sporcato per sempre la reputazione del social network di Mark Zuckerberg: la scoperta — durante il periodo precedente alle elezioni presidenziali USA del 2016 — di un'app che in quei mesi ha raccolto dati da 87 milioni di utenti a loro insaputa, allo scopo di inviare a milioni persone inserzioni a base di propaganda elettorale che fossero il più efficaci possibile nell'influenzarne le intenzioni di voto.

Gli italiani coinvolti

L'obbiettivo iniziale dell'app erano i profili degli utenti statunitensi e britannici, ma tra i dati finiti nella rete a strascico dei suoi sviluppatori non sono mancati quelli di numerosi italiani. L'app — ha accertato il Garante a gennaio — era stata utilizzata anche da 57 connazionali, ma sfruttando la possibilità di scandagliare le informazioni degli amici, e degli amici degli amici, era risalita alle informazioni di ben 214.077 italiani senza che questi abbiano neppure mai attivato il software in questione.

Per Facebook non è una somma alta

Ecco perché il Garante è intervenuto sul caso. L'ammontare, precisa l'Autorità, "tiene conto dell'imponenza del database, delle condizioni economiche di Facebook e del numero di utenti mondiali e italiani della società", ma la multa per quanto possa sembrare salata (è il doppio di quella comminata dal Regno Unito) in realtà non avrà un grande impatto sulle finanze della società. Nei soli Stati Uniti per la stessa vicenda Facebook rischia di dover sborsare 5 miliardi di dollari, fatto che comunque non la metterebbe in ginocchio.