12 Febbraio 2015
13:51

Mark Zuckerberg, il CEO di Facebook è stato ricattato per la privacy della sua abitazione

Nel 2013 Mircea Voskerician ha venduto a Zuckerberg le proprietà antistanti a quella già in suo possesso poiché il giovane CEO era preoccupato da una possibile invasione della sua privacy: a breve, infatti, sarebbe stato costruito un palazzo che avrebbe avuto una “visuale diretta nella camera da letto”. L’acquisto è stato però portato a termine solo grazie ad un accodo che, secondo Voskerician, non è in seguito stato rispettato da Zuckerberg.
A cura di Marco Paretti

Anche i miliardari hanno problemi con i vicini. Fa sorridere che ad averceli sia anche Zuckerberg e che proprio il CEO di Facebook stia per finire in tribunale a causa della propria casa e dei terreni che la circondano. Tutto è iniziato nel 2013, quando Mircea Voskerician gli ha venduto le proprietà antistanti a quella già i suo possesso poiché il giovane CEO era preoccupato da una possibile invasione della sua privacy: a breve, infatti, sarebbe stato costruito un palazzo che avrebbe avuto una "visuale diretta nella camera da letto". L'acquisto è stato però portato a termine solo grazie ad un accodo che, secondo Voskerician, non è in seguito stato rispettato da Zuckerberg.

Nel novembre del 2012 Voskerician ha informato Zuckerberg che a breve avrebbe demolito la proprietà posizionata proprio dietro alla casa del CEO, sostituendola con una gigantesca villa che avrebbe poi venduto. Nella lettera, l'imprenditore spiegava che la nuova casa avrebbe avuto una vista sull'intero giardino di Zuckerberg e sulla sua camera da letto principale. A questo punto Voskerician ha fatto un'offerta che ai più è sembrata quasi un ricatto: la vendita della proprietà ad un prezzo concorrenziale – 1,7 milioni di dollari – ma con l'obbligo, da parte di Zuckerberg, di presentare all'imprenditore diverse personalità di spicco della Silicon Valley.
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"Prima di tutto sono felice di poter proteggere la tua privacy vendendoti la proprietà Hamilton" ha scritto Voskerician in una mail indirizzata a Zuckerberg nel 2013 "Vorrei incontrarti per concludere l'affare e discutere la tua offerta di lavorare con te in futuro, visto che hai affermato di aver costruito Facebook sulla connessioni che hai con altre persone della Silicon Valley". Secondo Voskerician entrambi hanno accettato il patto, che però non è stato fatto rientrare nel contratto e, di conseguenza, non è stato firmato. A questo punto, se i due non arriveranno ad un accordo, la questione andrà in tribunale. In caso di vincita, Voskerician potrebbe riottenere la proprietà venduta nel 2013.

In alcune email successive, Voskerician ha minacciato Zuckerberg di intentare una causa che avrebbe avuto gravi ripercussioni dal punto di vista delle relazioni pubbliche. Secondo l'imprenditore, il forte sconto applicato sulle proprietà – in totale Zuckerberg ha pagato 4,8 milioni di dollari per assicurarsi un vicinato tranquillo – è dovuto alla promessa del CEO di mettere in contatto Voskerician con alcune personalità di spicco della Silicon Valley. Gli avvocati di Zuckerberg hanno già additato la richiesta come un vero e proprio ricatto, peraltro mancando un contratto scritto difficilmente Voskerician riuscirà ad ottenere un verdetto favorevole.

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