zuckerberg dimissioni 2018

All'inizio di quest'anno Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, come di solito fa, scriveva sulla sua piattaforma quelli che sarebbero stati i suoi auspici per il nuovo anno e, tra quelli, spiegava che si sarebbe impegnato per risolvere i tanti problemi che attanagliano la piattaforma. Neanche lui immaginava quello che, per davvero, sarebbe stato il 2018, forse uno dei più difficili da quando ha fondato Facebook nel 2004 tra le mure di Harvard. A segnare l'anno di Zuckerberg è stato certamente lo scandalo Cambridge Analytica, un caso che Facebook conosceva da tre anni ma taciuto. Da quel momento – anche prima per la verità, ma da quello in particolare – è cominciata la voce che Zuckerberg potesse addirittura dimettersi, cosa poi mai avvenuta. Ma il recente report del New York Times che ha sollevato un nuovo polverone su Facebook ha fatto ritornare in voga questa possibilità, solo che, questa volta, è lo stesso Mark Zuckerberg a sostenere che non si dimetterà in una recente intervista esclusiva concessa alla CNN, occasione che ha sfruttato per ribadire la sua fiducia a Sheryl Sandberg, COO di Facebook e suo braccio destro ormai da anni, al centro delle polemiche sollevate dal NYT.

Per Marzk Zuckerberg il 2018 sarà certamente ricordato come l'anno in cui ha dovuto chiedere scusa praticamente sempre, nonostante lui avesse immaginato un anno completamente diverso, di rilancio dolo l'altro grande scandalo, mai sopito del tutto; quello delle fake news e del conseguente Russiagate. E come se non bastasse, a preoccupare gli utenti e gli investitori è arrivato anche il recente reportage del New York Times che ha scatenato altre polemiche sul modo in cui l'azienda ha gestito i vari scandali, seguendo una linea che rispondeva a "negare, evitare e deviare", con la regia di Sheryl Sandberg, COO di Facebook e braccio destro di Facebook ormai da dieci anni, finita nel ciclone delle polemiche.

La situazione è diventata pesante per Facebook, al punto che nella conference call con i giornalisti, che ha seguito la pubblicazione del report del NYT, Zuckerberg ha confessato di aver pensato anche di chiudere Facebook, per ben due volte: nel 2010 e di recente, successivamente allo scandalo Cambridge Analytica. Una stuazione che ha riportato in voga la possibilità che il fondatore e CEO di Facebook potesse dimettersi, possibilità che lui stesso ha smentito e negato in una recente intervista esclusiva concessa alla CNN:

"Al momento non è questo il piano. In futuro succederà, non farò questo per sempre, ma certamente al momento non penso che abbia senso". Ecco una chiara affermazione del fatto che al momento Zuckerberg non ha intenzione di dimettersi, nonostante le tante preoccupazione anche degli investitori che premono affinchè la vera preoccupazione, la privacy, sia sempre garantita per fare in modo che l'azienda possa continuare a crescere.

L'intervista è stata anche l'occasione per Zuckerberg per confermare la sua fiducia a Sheryl Sandberg: "Sheryl è una parte importante dell'azienda, ha guidato il lavoro sulle grandi questioni relative a elezioni, contenuti e sicurezza", ha detto Zuckerberg. "È una partner importante per me da 10 anni e spero che lavoreremo insieme per i decenni a venire". Mark Zuckerberg ha tenuto anche a ribadire il concetto che l'azienda aveva considerato come false molte cose che erano contenute nel report del NYT, informando il giornale che ha poi comunque pubblicato il suo lavoro.