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Mashape: il futuro che non aspetta

I Mashapers negli Usa incontrano investitori e ottengono 1,5 milioni di dollari per far decollare la start-up. Fabrizio Capobianco, tech-addicted italiano e creatore di Funanbol azienda italiana leader nel mercato statunitense, parla nella nota su Facebook dell’entusiasmo e del granello di speranza affinchè la tecnologia e le idee valide possano dare una spinta professionale al nostro paese.
A cura di Vito Lopriore
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Far diventare Mashape una piattaforma universale per lo sviluppo delle applicazioni web”. Era questo il sogno dei tre ragazzi italiani, Marco Palladino, Michele Zonca e Augusto Marietti, che all’inizio del 2010 partirono per gli Stati Uniti in cerca di finanziamenti al loro progetto. Mashape è un innovativo aggregatore di applicazioni che consente agli sviluppatori di ottenere facilmente le API (Interfaccia di Programmazione di un'Applicazione) per un qualsiasi progetto o servizio.

Adesso Mashape ha ottenuto un finanziamento di 1,5 milioni da alcuni investitori americani di tecnologia tra cui: Index Ventures, Charles River Ventures, Ignition Partners. Anche il CEO di Amazon Jeff Bezos e Eric Schimdt (Google) stanno partecipando all'iniziativa imprenditoriale. Il progetto italiano, che permette di ricercare API tramite una intuitiva barra di ricerca, ha ottenuto anche review su importanti testate digitali internazionali, tra cui TechCrunch e Gigaom, oltre al Corriere della Sera e ad un approfondimento TV su Canale5.

Fabrizio Capobianco, fondatore di Funambol e italiano di successo negli States – ha creato un servizio tecnologico capace di competere con Apple – da sempre sogna la possibilità di creare, grazie alla tecnologia, un futuro nel nostro paese essendo spesso in Italia proprio per raccontare quali sono i servizi tecnologici di cui il mondo del lavoro ha bisogno. Il tech-addicted italiano ha commentato con soddisfazione e un giusto accenno di orgoglio sulla sua pagina Facebook l’esaltante notizia – parlando giustamente anche della situazione italiana e di quanta poca attenzione si fa al reale impatto delle azioni quotidiane sul futuro -:

Ci sono giorni in cui succedono cose cosi' diverse che fanno a pugni.

Da una parte dell'oceano c'e' chi va in piazza per fare "qualcosa di concreto" (pescato da un commento su Facebook), si strappa le vesti come in Grecia senza mai fare autocritica (e' colpa di chi governa, e non li ho scelti io, ci fossimo noi l'economia andrebbe alla grande), blocca i trasporti di tanta gente che sta soffrendo tanto e piu' di loro, e come risultato ottiene solo di abbassare la produttivita' delle aziende per cui lavora (che non c'entrano un cappero) e di tutto il paese.

Dall'altra parte dell'oceano, tre ragazzini in fuga dall'Italia annunciano il loro round di $1.5M da mega investitori (come dice GigaOm), alla faccia di tutti quelli che gli dicevano "vi aspettiamo fra un anno e poi vediamo". Infatti, eccoci qui. Un anno dopo esatto, e non pensiate sia un caso. Il 6 Settembre 2010 Augusto ha scritto la sua lettera all'Italia. Se avete voglia, guardatevi il mio post di un anno fa. Si intitolava "L'Italia che vuole cambiare". Nonostante tutto, nonostante tutti. 365 giorni dopo, si presenta con una lista di investitori che farebbe invidia a qualunque startup in Silicon Valley. L'Italia che vuole cambiare, le cose le cambia veramente.

I ragazzi di Mashape sono venuti qui senza conoscere nessuno, senza papa' e raccomandazioni, scrivendo codice di giorno e di notte, facendo networking a tutte le ore, week-end compresi. Hanno preso qualche soldo da amici e conoscenti, per tirare avanti a t-shirt dei Giants tarocche. Sono riusciti perfino a convincere me a investire, dopo avermi fatto giocare con le loro API.

Un anno dopo li premiano NEA, uno dei top 5 VC al mondo (3com, TiVo, Macromedia, Salesforce.com, …), Index, il miglior fondo Europeo (Skype), i fondi di Jeff Bezos (Amazon) e Eric Schmidt (Google). Una lista incredibile, credetemi. Io me la sogno.

E' una grandissima conferma per il software italiano. Vuol dire che siamo arrivati. Che possiamo giocarcela. I Venture Capital di primo livello (Tier-1) scommettono su software scritto da Italiani. Scommettono sull'Italia. Ci credono loro, direi che ci possiamo credere anche noi.

Da oggi non sono piu' il solo Italiano con software Italiano ad aver preso soldi da VC in Silicon Valley. Siamo in due. Uno e' un caso. Due e' una conferma. Tre e' un trend (e spero di arrivarci entro fine anno).

A quelli che scioperano, un invito: andate a casa, accendete il computer, cominciate a creare qualcosa di grande, cambiate il mondo. La globalizzazione e' un'opportunita' straordinaria. Non c'e' neanche bisogno di venire in Silicon Valley, si puo' fare anche dall'Italia (vedi musiXmatch, Balsamiq, CrowdEngineering e tanti altri).

E' ora di innovare, di creare. La Silicon Valley in Italia si avvicina. Oggi e' un grande giorno. Quasi quasi vado in piazza a Palo Alto e lo urlo al mondo.

Molti sviluppatori integrano il servizio API nelle loro applicazioni ed è molto importante perché molte richieste di API o pratiche insicure possono mettere il servizio a rischio: molti servizi dispongono di una varietà di tool per proteggere, monetizzare e analizzare l’uso delle Api. Mashape fa tutto questo oltre a generare “librerie” per i clienti per numerosi linguaggi di programmazione. La start-up italiana offre più usabilità del servizio, rispetto ad altri competitor quali Apigee e Mashery, focalizzandosi sull’ “user friendly” e sulla creazione di una community, in base ai vari feedback degli utenti, come dimostra il widget in basso a sinistra sul sito. Concetti questi che sono cari anche a Google.

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