monopattini elettrici

Anche a Parigi si piange la prima vittima di incidente stradale a bordo di un monopattino elettrico: si tratta di un giovane di 25 anni, che nella giornata di lunedì nella capitale francese si è scontrato contro un camion al quale non aveva dato la precedenza. Quella di lunedì in realtà non è la prima morte in Francia correlata all'utilizzo di questi mezzi di trasporto ancora scarsamente regolamentati: un paio di mesi fa un uomo di 81 anni aveva infatti perso la vita dopo essere stato investito da un mezzo simile, ma la vicenda di queste ore è avvenuta nei confini cittadini, dove l'utilizzo dei monopattini elettrici sta diventando giustamente sempre più diffuso e richiede urgentemente l'ideazione e l'applicazione di leggi chiare da poter far rispettare con fermezza.

Il problema è che in Francia – come in molti altri Paesi – non esistono ancora norme che regolamentano con precisione l'uso di questi mezzi: l'amministrazione parigina commina già da qualche tempo multe a chi sfreccia o parcheggia sui marciapiedi pubblici, ma non impone l'obbligo di usare il casco o altre protezioni; il governo centrale dal canto suo sta ancora lavorando per fornire ai comuni un quadro legislativo nel quale potersi muovere. Nel resto d'Europa le cose non vanno necessariamente meglio, e ogni Paese vede la questione a modo suo: nel Regno Unito secondo la legge i monopattini elettrici non sono abbastanza potenti per circolare in carreggiata, né abbastanza sicuri da essere consentiti su marciapiedi o piste ciclabili; in Germania sono invece ammessi nelle strade a patto che i conducenti portino il casco e non superino la velocità di 20 chilometri orari.

In Italia ci stiamo lavorando: pochi giorni fa è stato firmato un decreto attuativo che dà il via a alla fase sperimentale dell'uso di questi dispositivi, ma il provvedimento ha già due problemi: intanto saranno i sindaci a decidere se far aderire il proprio comune alla sperimentazione, frammentando il panorama – almeno in questa fase – anche a livello locale; inoltre arriva quando ormai la diffusione dei monopattini elettrici è già entrata nel vivo, con tanto di servizi di sharing che hanno attivato la propria offerta nelle prime grandi città e conducenti che hanno acquisito abitudini che sarà difficile debellare a colpi di multe. I governi insomma si sono mossi in ritardo: hanno atteso che questi prodotti passassero da stramberia a curiosità fino a diventare interessanti alternative alla mobilità tradizionale, e ora il risultato è un'intera categoria di utenti della strada che ogni giorno che passa resta priva di regole (o quasi) e che anche per questo rischia di subire o causare incidenti anche gravi.