6 Luglio 2011
06:53

Obama oggi risponderà agli utenti via Twitter… Live!

Il presidente USA Barack Obama risponderà alle domande degli utenti in diretta su Twitter. Lo storico evento è atteso per le 20:00 (ora italiana) e segnerà un punto di non ritorno nel campo della comunicazione politica. Oggi è la rete il vero pulpito. E’ finito il tempo dei comizi, i politici sono chiamati a rispondere.
A cura di Anna Coluccino

Alle ore 11:00 (per la costa occidentale, identificata in Los Angeles) e alle 14:00 (per quella orientale, identificata in New York) il presidente degli Stati Uniti Barack Obama risponderà Live agli utenti su Twitter.

Le domande che i twitters potranno rivolgere al presidente, ormai in piena campagna elettorale, dovranno riguardare i temi dell'economia e del lavoro, in assoluto quelli più sentiti dalla nazione che -da diverso tempo ormai- fatica a uscire dalla crisi economica e affronta lo spinoso problema della disoccupazione.

Gli utenti, infatti, non sembrano avere alcuna intenzione di aspettare fino all'ora prestabilita per rivolgere le loro domande, e (nonostante sulla costa Ovest sia notte fonda, mentre su quella Est comini appena ad albeggiare) moltissimo statunitensi affollano Twitter per porre il proprio quesito all'inquilino della casa bianca. L'hashtag #askobama è già un trend, e per il presidente si prepara una giornata di fuoco.

Al momento, la pagina ufficiale del @townhall ha divulgato soltanto una foto riguardante il backstage dell'evento che -certamente- segnerà un momento a dir poco epocale della comunicazione politica e, come sempre accade, stiamo pur certi che presto anche i nostri politici imiteranno il presidente USA. Al momento, infatti, i nostri politici utilizzano i social network a mo' di pulpiti comiziali, non rispondono mai alle istanze dei cittadini e si limitano a pubblicizzare il loro pensiero -che è già qualcosa- ma mai (e dico mai) si espongono al confronto diretto e immediato (nel senso più pieno del termine, ovvero privo di mediazione) con i loro elettori.

Il momento politico non è certo dei migliori per Obama, la sua popolarità è in fortissimo calo e molti sono i "delusi", quelli che avevano creduto nell'ormai celeberrimo "Yes We Can" e hanno assistito invece al solito balletto del potere, con le grandi compagnie a dettar legge e il presidente a eseguire, arrancando nel tentativo di offrire almeno una fetta del suo vasto programma "rivoluzionario". Sono molti gli statunitensi che non ritengono che la sua amministrazione sia stata all'altezza delle aspettative. C'è da star certi, quindi, che le domande a cui sarà chiamato a rispondere non saranno facili da digerire, né saranno ossequiose, o morbide, o zerbinanti (ogni riferimento a intervistatori italiani è puramente casuale), ma sappiamo per certo che risponderà. Probabilmente parlerà, da gran comunicatore quale è, di progetti che richiedono tempo e di speranze, di grandi sogni che richiedono grandi sforzi e di difficoltà che si superano insieme…. Probabilmente non sarà davvero in grado di offrire risposte fattive e pragmatiche ai drammi di un Nord America sempre più diviso in lobbisti e poveri cristi, in grandi speculatori finanziari sempre protetti e middle class salassate fino allo stremo, ma quanto meno non si nasconde dietro un dito, non tenta di sfuggire al pubblico confronto, non si sottrae all'ira del popolo che rappresenta.

E questo, al di là di tutto, dovrebbe insegnare qualcosa anche ai nostri politici, così preoccupati di zittire la Rete per paura che questa metta in pericolo interessi economici e poltrone, e così poco inclini ad utilizzarla per ascoltare gli elettori che -in teoria- sono chiamati a rappresentare.

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