Amazon può percepire la tua paura. Da diverso tempo il colosso dell'ecommerce è finito al centro di una diatriba riguardante i propri servizi di cloud forniti alle autorità statunitensi, comprese le agenzie responsabili per la separazione delle famiglie al confine con il Messico. Tra i servizi compresi in questo pacchetto c'è anche quello relativo al riconoscimento facciale, una tecnologia fortemente contestata e che ora si arricchisce di una nuova funzionalità: potrà rilevare il sentimento di paura nelle persone. Il software si chiama Rekognition ed è stato recentemente aggiornato con nuove funzioni, come spiega un post sul blog ufficiale di Amazon.

"Amazon Rekognition offre un set completo di funzionalità di rilevamento, analisi e riconoscimento facciale per l'analisi di immagini e video" si legge sul blog. "Oggi annunciamo il lancio di miglioramenti apportati in termini di precisione e funzionalità alle caratteristiche dell’analisi facciale. L'analisi facciale genera metadati relativi ai volti rilevati per quanto riguarda il sesso, la fascia d'età, le emozioni, gli attributi come ‘Sorriso', la posa, la qualità dell'immagine e i punti di riferimento del volto". Questo significa che ora il software è in grado di analizzare il volto di una persona per rilevare meglio tutte le emozioni: felice, triste, arrabbiato, sorpreso, disgustato, calmo e confuso. Più una nuova: paura

La possibilità di riconoscere le emozioni è una delle funzioni maggiormente spinte dalle aziende produttrici di questi sistemi di controllo – non solo Amazon, ma anche Affectiva e Kairos – ed è possibile grazie all'addestramento di un sistema basato sul machine learning a riconoscere determinate caratteristiche del volto che possono indicare emozioni, come per esempio un sopracciglio alzato o una bocca contratta. Un ulteriore passo in avanti di una tecnologia di certo non nuova, ma che sta facendo parlare di sé per l'adozione da parte di agenzie come l'Immigration and Customs Enforcement e la Customs and Border Patrol, che in collaborazione con Amazon le stanno utilizzando da ormai tempo.

Un elemento che nel corso degli ultimi anni ha sollevato numerose voci critiche verso questo approccio, anche da parte degli stessi dipendenti del colosso dell'ecommerce. "Amazon fornisce la spina dorsale tecnologica per la brutale deportazione e detenzione che sta già terrorizzando le comunità di immigrati" ha commentato Audrey Sasson, direttore del Jews For Racial and Economic Justice. "Ora Amazon sta fornendo all'ICE strumenti per utilizzare il terrore già inflitto dall'agenzia per aiutare gli agenti ad arrestare le persone e metterle nei campi di concentramento". Una situazione che negli ultimi mesi ha spinto diverse città, tra cui San Francisco e Somerville, a bandire l'utilizzo della tecnologia di riconoscimento facciale.