In Silicon Valley ormai le persone normali non possono più vivere. La crisi abitativa nella zona a più alta concentrazione di aziende hi tech del pianeta non è una novità: da decenni le società che vi si sono stabilite vi attraggono ingegneri e manager le cui presenza e disponibilità economica hanno fatto schizzare i prezzi delle case alle stelle, tagliando fuori la maggior parte delle persone con redditi medi dalla possibilità di abitarvi. Da qualche anno a questa parte però alcune delle aziende che hanno contribuito all'acuirsi del fenomeno hanno iniziato a impegnarsi per contrastarlo, e tra queste c'è anche Apple: in queste ore la casa di Cupertino ha infatti annunciato investimenti per 2,5 miliardi di dollari destinati a combattere la crisi immobiliare in tutta la California.

Come saranno utilizzati i soldi

Un miliardo sarà investito in un fondo di finanziamento per la costruzione di case a basso costo; un altro miliardo finirà in un fondo di assistenza per mutui prima casa; 300 milioni saranno messi a disposizione sotto forma di terreni attualmente di proprietà della società, e i restanti 200 milioni finiranno nello sviluppo di case destinate ai ceti meno abbienti nell'area di San Francisco e ai senzatetto nella zona della Silicon Valley. Apple prevede che i fondi verranno utilizzati completamente entro circa 2 anni, e ha anticipato che il denaro investito sotto forma di prestiti verrà reimpiegato – una volta riottenuto – per altri progetti nel corso dei successivi 5 anni.

Una questione di riequilibrio

Il gruppo guidato da Tim Cook non è il primo a imbarcarsi in una operazione simile: a luglio era stata la volta di Google con una donazione da un miliardo di dollari, mentre solo poche settimane fa Facebook ha annunciato un piano decennale di uguale portata. Lo scopo è sempre lo stesso: tentare di invertire una tendenza che sta cacciando dalle città i loro membri più importanti. Si tratta di insegnanti, operatori socio sanitari, forze dell'ordine, vigili del fuoco e di numerose altre categorie di persone che hanno un ruolo fondamentale all'interno di comunità frequentate dagli stessi dipendenti di Apple, Google e Facebook; fare in modo che possano continuare a vivere e lavorare dove già si trovano, insomma, non sarebbe solamente una questione di altruismo.