Opinioni
17 Gennaio 2018
13:08

Perché il valore del Bitcoin (e delle altre criptovalute) continua a crollare

Il valore delle cryptovalute principali sta crollando. E il valore del relativo mercato generale si ì ridotto dai circa 830 miliardi di dollari alla settimana, a 570 miliardi di dollari. Il valore del Bitcoin è sceso di circa il 13% nelle ultime ore, arrivando a circa 12 mila dollari. E con il Bitcoin anche il valore di Eherum e Ripple è diminuito relativamente del 18,8 % e del 26,8%. Le criptovalute stanno quindi per morire definitivamente?
A cura di Dario Caliendo

Il valore delle cryptovalute principali sta crollando. E il valore del relativo mercato generale si ì ridotto dai circa 830 miliardi di dollari alla settimana, a 570 miliardi di dollari. Il valore del Bitcoin è sceso di circa il 13% nelle ultime ore, arrivando a circa 12 mila dollari. E con il Bitcoin anche il valore di Ethereum e Ripple è diminuito relativamente del 18,8 % e del 26,8%.

Le criptovalute stanno quindi per morire definitivamente? Probabilmente no, ma un calo del genere era nell'aria da tempo. E il motivo di questo forte calo generale è sostanzialmente dovuto al clima d'incertezza generale in questi giorni si è creato in Asia e in corea.

Ma cosa sta succedendo in Cina e Corea? Dopo che il governo cinese ha già vietato il trading sulle piattaforme di scambio e limitato l'attività di "mining" delle criptovalute, il governatore della Banca Centrale cinese vorrebbe impedire ai cittadini di utilizzare Coinbase e Kraken, le piattaforme più utilizzate per acquistare e vendere criptovalute. Una vera e propria batosta per tutto il mercato, che in Corea del sud di certo non se la passa meglio, dove il ministro della Giustizia ha recentemente menzionato un possibile stop al trading delle monete virtuali.

"La Corea e l'Asia in generale sono state un fortissimo sostegno per le criptovalute" – scrive Charls Hayter, Ceo di CryptoCompare – "ma ora l'incertezza sta spaventando i mercati".

E come dargli torto. D'altronde è chiaro a tutti che il problema potrebbe essere direttamente collegato anche alla produzione di criptovalute negli Stati Uniti dove, stando a quanto si legge su Fortune, la Metropolitan Bank (una banca in rapida crescita, certe volte indicata addirittura come la (BitCoin Bank) avrebbe bloccato tutti i bonifici e i trasferimenti di denaro collegati alle cryptovalute.

È una catastrofe, griderebbero in molti. Ma non è del tutto così. È abbastanza tipico che il mercato delle monete virtuali si riduca a metà Gennaio. È già accaduto nel 2017, quando la capitalizzazione generale delle monete virtuali si è ridotta in pochi giorni da 21,9 miliardi di dollari a 14,4 miliardi. Ed è successo lo stesso anche nel 2016 e nel 2015.

Ma anche se questa correlazione potrebbe essere affascinante, è pericoloso liquidare la correzione attuale come una semplice frenata stagionale. È chiaro che il mercato delle criptovalute è molto diverso da un anno fa: è cresciuto quasi del 4000% e con il recente lancio di Bitcoin Futures e un un numero enorme di progetti basati su blockchain, la posta in gioco è molto, molto più alta.

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