Opinioni
20 Agosto 2015
11:45

Perché l’attacco hacker contro Avid Life Media è grave e riguarda tutti

L’attacco hacker che ha colpito i sistemi informatici di Avid Life Media ha portato alla pubblicazione dei dati personali di circa 40 milioni di adulteri. Una fuga di informazioni la cui portata è stata inizialmente sottovalutata, ma che ora comincia a far intuire i risvolti estremamente gravi che essa può comportare per tutti gli iscritti “smascherati” dall’azione degli hacker.
A cura di Marco Paretti
ashley madison avid life media hacker

Nel corso degli ultimi due anni ci siamo talmente abituati all'evenienza che un attacco hacker possa coinvolgere uno dei servizi ai quali siamo iscritti che, con una punta di ingenuità, non ci facciamo quasi più caso: se accade, cambiamo la password del nostro account e ci dimentichiamo del problema. Talvolta seguiamo persino con curiosità gli attacchi; è questo il caso della clamorosa infiltrazione nei server di Sony Pictures o quella che ha consentito la pubblicazione di migliaia di fotografie private delle star. Questo perché spesso non si hanno – o non si comprendono – delle vere e proprie conseguenze nella vita personale. Ma non sempre è così. L'attacco hacker che ha colpito i sistemi informatici di Avid Life Media, responsabile dei siti di appuntamenti online AshleyMadison.com, CougarLife.com ed EstablishedMen.com, ha portato alla pubblicazione dei dati personali di circa 40 milioni di utenti; è il primo attacco di questo tipo su così larga scala. Una fuga di informazioni la cui portata è stata inizialmente sottovalutata, ma che ora comincia a far intuire i risvolti estremamente gravi che essa può comportare per tutti gli iscritti "smascherati" dall'azione dell'Impact Team, il gruppo di hacker che nelle ore successive all'intrusione ha rivendicato l'azione.

All'interno dell'archivio da 10 GB sottratto e pubblicato dagli hacker, infatti, non si trovano solo le fantasie sessuali segrete, le transazioni delle carte di credito, nomi completi e gli indirizzi email, ma anche i dati e le email degli impiegati, oltre che diversi documenti interni come contratti, note e dettagli sulle vendite. L'Impact Team ha scoperchiato completamente una realtà che proprio sulla privacy basava le proprie campagne pubblicitarie, tanto che il simbolo associato al portale più importante, Ashley Madison, raffigura proprio una donna che, portandosi il dito alla bocca, intima il silenzio. Un silenzio che, in seguito a questo attacco, si è tramutato in un boato. Le cui conseguenze possono rivelarsi drammatiche e non posso essere affrontate con una semplice scrollata di spalle.

ashley madison hack

In primo luogo perché la tanta pubblicizzata opzione per eliminare ogni tipo di contenuto legato al proprio account dal database dell'azienda si è rivelata, di fatto, una truffa. Molti dei dati che avrebbero dovuto essere cancellati definitivamente tramite l'opzione "full delete" sono invece finiti nell'archivio pubblicato nella giornata di ieri. Eppure l'azienda quel servizio lo faceva pagare caro: 19,99 dollari che hanno fatto guadagnare ad Avid Life Media circa 1,7 milioni di dollari nel 2014, con oltre 90 mila utenti che si sono affidati alla funzione per nascondere ogni traccia delle proprie "scappatelle". Inutilmente, perché secondo i rapporti iniziali quei dati nei server di ALM ci sono rimasti comunque.

C'è poi la problematica più grave che può facilmente essere sottovalutata: in quei 10 GB sono contenuti nomi e indirizzi email legati a fantasie sessuali, ricerca di partner e transazioni. Dopotutto Ashley Madison è uno dei portali più utilizzati per organizzare incontri extraconiugali, quindi la pubblicazione dei dati relativi ai suoi utenti ha di fatto smascherato le azioni di milioni di adulteri, i cui nomi vengono ora sbandierati nelle decine di siti attraverso i quali è possibile cercare un indirizzo email per scoprire se questo era associato ad un account. Quella che prima era una realtà blindata è diventata ora una casa di vetro le cui conseguenze possono andare persino oltre la crisi di una famiglia; nell'esercito americano, per esempio, l'adulterio è un crimine ed è punito con un anno di carcere e con il congedo con disonore. Migliaia di account registrati al sito di incontri riportano il dominio .mil, oltre che ovviamente nomi, cognomi e dettagli riguardanti le abitudini sessuali di militari che così rischiano grosse ripercussioni: chi viene congedato con disonore non ha accesso alla pensione.

ashley madison map

Sono molte le categorie che a causa di questo attacco si troveranno in difficoltà. Basti pensare a dipendenti governativi e non, insegnanti, politici e CEO. Pensate poi ai paesi dove l'adulterio è punito con la pena di morte, come in Arabia Saudita: sono circa 1.200 gli account registrati con mail .sa. Il tradimento può portare alla rovina della propria immagine e ad un deterioramento nei rapporti con gli altri. Peraltro la diffusione dei dati personali degli account iscritti al portale di Avid Life Media è molto superficiale: milioni di utenti potrebbero non aver mai effettivamente tradito, come sottolineato anche dal dato trapelato nelle ultime ore, il quale indica una rapporto uomini/donne di 6 a 1. Nonostante questo, è altrettanto vero che milioni di persone hanno effettivamente utilizzato Ashley Madison per cercare una scappatoia dalla propria relazione. Un elemento con il quale ora dovranno fare i conti a livello personale e professionale non solo gli iscritti, ma anche l'azienda stessa che ha fallito nel proteggere i dati di milioni di persone. Nonostante l'intimazione a mantenere il silenzio che accoglie i visitatori del sito web. L'attacco ad Avid Life Media ha peraltro aperto il vaso di Pandora: se ogni database può essere hackerato e la fuga di informazioni può risultare così disastrosa per la propria vita, cosa succederebbe se ad essere pubblicati fossero i dati relativi alla situazione medica, finanziaria o la propria corrispondenza privata? Per la prima volta stiamo facendo i conti con il vero concetto di privacy. Che va ben oltre lo scandalo dell'infedeltà.

Giornalista dal 2002 specializzato in nuove tecnologie, intrattenimento digitale e social media, con esperienze nella cronaca, nella produzione cinematografica e nella conduzione radiofonica. Caposervizio Innovazione di Fanpage.it.
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