Portal rappresenta un passo fondamentale nel futuro di Facebook. Per un'azienda nata ed esplosa grazie a social network e servizi, il primo sbarco nel mondo dell'hardware e del fisico è di certo un momento che merita grandi attenzioni, anche perché la capacità di uscire dalla propria comfort zone è uno degli indici di salute (e di forza) di un brand. E Facebook non sempre ha spiccato in precedenti tentativi di lancio di altre app e servizi. Con Portal, però, l'azienda di Mark Zuckerberg vuole aggredire con decisione un settore in continua crescita, quello degli speaker intelligenti. Ma in un momento in cui Amazon Echo e Google Home stanno già guidando il mercato, per Facebook questo lancio non è sicuramente semplice.

L'azienda di Menlo Park peraltro ha approcciato il mercato italiano con una serie di proposte piuttosto diversificate, ma che già avevano raggiunto il mercato statunitense: in realtà in Italia arrivano a distanza di circa un anno dal lancio effettivo della famiglia Portal. La seconda versione del dispositivo ha però raggiunto diversi mercati, compreso il nostro, con una serie di dispositivi caratterizzati da differenti forme, funzioni e prezzi. Alla base dell'offerta, però, c'è il Portal, un dispositivo intelligente caratterizzato da uno schermo da 10 pollici da posizionare in orizzontale o verticale e dal prezzo di 199 euro. Di fatto è il competitor dell'Echo Show di Amazon, anch'esso caratterizzato da uno schermo da 10 pollici.

Portal, lo schermo intelligente di Facebook

In realtà chiamare concorrenti i due dispositivi è parzialmente paradossale, perché in Italia i Portal arrivano senza i comandi vocali legati al prodotto di Facebook – negli USA il comando di attivazione è "Ehi, Portal" – ma con Alexa integrata. Negli smart speaker italiani di Facebook, quindi, i comandi vocali fanno riferimento all'assistente di Amazon e consentono quindi di accedere a quasi tutte le funzionalità previste dalla famiglia Echo, compresa la riproduzione musicale. Con una differenza sostanziale: l'interfaccia del dispositivo, alcune funzioni e la possibilità di effettuare videochiamate su Messenger e WhatsApp.

Quest'ultima è di certo la funzione che può spingere una persona a scegliere Portal in favore di Echo, che di fatto offre videochiamate solamente attraverso Skype e la funzione interna che consente di chiamare un altro Echo. Su Portal, invece, è possibile collegare il proprio account Facebook e WhatsApp per videochiamare – o chiamare normalmente – tutti i contatti sfruttando delle funzioni appositamente pensate per un ambiente casalingo come uno zoom che segue i nostri movimenti per la stanza. Si tratta di una funzione che fa il suo senza grandi intoppi, ma il cui appeal dipende da quante chiamate effettivamente fate normalmente ai vostri contatti. Non è importante che questi abbiano un Portal: possono rispondervi anche da computer o smartphone.

Le altre funzioni esclusive di Portal riguardano gli effetti in realtà aumentata – sono simili ai filtri di Instagram – che è possibile utilizzare durante le videochiamate e in un'app dedicata per scattare delle foto o registrare dei video da inviare poi su Messenger. Ma anche lo Story Time, una funzione pensata per i genitori che consente di raccontare una fiaba della buonanotte utilizzando anche grafiche, filtri in realtà aumentata e videochiamate per rendere il racconto più interessante. In questo momento sono presenti alcune storie in italiano che è già possibile raccontare tramite questa particolare funzione. Ci sono poi i giochi di Messenger con i quali sfidare gli amici, in maniera simile a quanto avviene su smartphone.

Dal punto di vista del design, la nuova versione di Portal si presenta come una cornice nera o bianca che bene si integra nella maggior parte degli ambienti casalinghi senza troppi problemi. La sua natura verticale od orizzontale consente poi di scegliere come inserirla nei vari contesti, anche in base al proprio gusto personale: i contenuti si adatteranno automaticamente a seconda dell'orientamento. Quando non utilizzato, Portal può essere usato come una cornice digitale che può pescare le foto dal proprio profilo Facebook o Instagram. È una funzione interessante che gode dell'analisi della luce della stanza per adattare lo schermo alla temperatura colore dell'ambiente in cui ci si trova, rendendo il tutto più simile a una fotografia vera. C'è solo un problema: dalle impostazioni non è possibile eliminare lo spegnimento automatico dello schermo, che può rimanere acceso per al massimo un'ora, dopodiché si spegne e andrà toccato per visualizzare nuovamente le foto. Una scelta poco comprensibile, visto che Google Home fa la stessa cosa ma senza spegnersi mai. Ci sarebbe anche l'opzione per la riaccensione automatica in presenza di movimenti, ma non sembra funzionare a dovere. Infine, per quanto riguarda la privacy è possibile oscurare la videocamere e disattivare il microfono.

Portal TV, per rendere smart anche il televisore

Oltre al Portal, Facebook ha introdotto anche Portal TV, una versione più economica – 149 euro – che non possiede uno schermo ma va collegata al proprio televisore. Può essere posizionato sopra o sotto il pannello e offre tutte le funzioni del Portal, ma adattate a uno schermo più grande. Videochiamate, Story Time e applicazioni sono disponibili anche in questa versione, con in più la possibilità di accedere a Watch, la sezione di Facebook dedicata ai video, direttamente sulla televisione. Anche in questo caso i comandi vocali saranno gestiti da Alexa. Portal TV risulta particolarmente interessante anche in ambito lavorativo, dove può essere utilizzato per effettuare videochiamate in sale riunioni o in generale negli uffici.

Ma quindi cosa scegliere tra Portal, Amazon Echo e Google Home? Di certo dal punto di vista degli smart speaker Amazon è in questo momento la soluzione più matura, peraltro caratterizzata da una lineup che spazia enormemente, anche e soprattutto per quanto riguarda i prezzi. Google Home gode dell'integrazione dell'assistente Google, ma sembra stare un passo indietro per quanto riguarda l'integrazione casalinga dei suoi dispositivi. Portal si assesterebbe sulla stessa linea, se non fosse per le videochiamate a Messenger e WhatsApp che per qualcuno potrebbero rappresentare un valore aggiunto. Di certo, però, anche la soluzione di Facebook deve maturare, soprattutto dal punto di vista di alcune scelte tecniche e della gestione di elementi come le impostazioni, anche un po' troppo nascoste in menu e sottomenu. Per il momento, quindi, l'approccio di Facebook nel campo hardware funziona, ma sembra anche leggermente azzoppato – soprattutto in Italia – per alcuni aspetti. Ma se effettuate molte chiamate e videochiamate, potreste trovarlo interessante.