Il mondo degli streamer da oggi ha un nuovo campione. Si chiama Andrew "GiantWaffle" Bodine, ed ha giocato per 572 ore ai videogiochi in diretta streaming. 19 ore al giorno per 30 giorni consecutivi: questa la tabella di marcia del nuovo campione. Non si tratta di una pazzia personale, ma di una competizione ufficiale per il record mondiale, e dunque dotata di regole ben specifiche: ad esempio ai partecipanti è consentito riposarsi per evitare ripercussioni sulla salute. I record precedenti all'impresa di Bodine vedevano gli streamer JayBigs con 569 ore, ItsArmand con 566 ore, Edison Park con 541 ore, e Zizaran con 506,5 ore. Per il superamento di questi traguardi, Bodine ha giocato per un mese a titoli come Red Dead Redemption 2, Luigi's Mansion 3, Rainbow Six Siege e Rocket League.

Occhio alla salute

L'impresa non è stata certo facile. Lo stesso Bodine ha rivelato su Kotaku, uno dei più autorevoli siti del settore videoludico, che l'aspetto più stressante di giocare in streaming è l'importanza delle views degli utenti. Quando si gioca l'occhio è sempre puntato sul numero di visitatori unici, di sottoscrizioni e di utenti connessi al momento. Inoltre giocare in streaming per 19 ore non è affatto salutare. "Mi sembra ovvio, e ne sono ben consapevole" ammette Bodin, ma poi prosegue "Ma questo questo sforzo assume una prospettiva, è facile vedere molte persone che provano a rompere record spingendolo loro stesse oltre dei limiti che non sono ben visti. Non è semplice. Non è mai stato contemplato che fosse semplice". Non a caso, uno degli ultimi tweet di Bodine, in cui il ragazzo afferma quanto ami dormire, racchiude tutto lo stress e la fatica vissuti per il raggiungimento dell'impresa.

Una bella soddisfazione dunque, difficile da raggiungere, e per questo da evitare se si tiene a cuore la propria salute. Se da una parte infatti i videogiochi possono avere dei risvolti positivi sul piano sociale, culturale e medico, allo stesso tempo il loro utilizzo prolungato può avere conseguenze sulla salute psico-fisica. A tal proposito, non è troppo lontana l'iniziativa della Cina, che ha indetto un coprifuoco per evitare che i giovani cinesi giochino ai videogiochi per un tempo esagerato e avere ripercussioni sulla salute.