Ho da sempre considerato gli smartphone di OnePlus come gli eredi spirituali dei primi Google Nexus. Perché tutti gli dispositivi prodotti dall'azienda sono sempre stati accompagnati da una filosofia molto semplice: realizzare smartphone in grado di competere con i top di gamma più blasonati, con un'esperienza molto vicina alla "Google Experience", venduti a prezzi sensibilmente inferiori rispetto alla concorrenza.

Quest'anno, però, con i nuovi OnePlus 7 e OnePlus 7 Pro, l'azienda – diventata estremamente popolare soprattutto tra gli appassionati – si è spinta oltre ed in un certo si è messa alla pari con un trend che negli ultimi anni sta accompagnando i top di gamma di Apple, Huawei e Samsung: ossia produrre due versioni del proprio dispositivo di punta, diverse tra loro nel design ed in alcune caratteristiche tecniche.

E che sia una strategia di marketing è chiaramente un dato di fatto. Perché, in questo modo, anche OnePlus ha trovato il modo di giustificare un ulteriore aumento del prezzo di vendita del suo OnePlus 7 Pro, che si piazza nella fascia di mercato degli 800 euro, ma che rimane un campione nel rapporto hardware/prezzo: e la fotocamera anteriore popup, lo schermo a 90 Hz totalmente borderless e 12 GB di RAM sono solo la punta dell'iceberg di quello che si potrebbe considerare uno degli smartphone più veloci di tutti i tempi. Insomma, quando si dice OnePlus, si dice velocità. C'è poco da fare. Ma si dice anche "compromessi".

OnePlus 7 Pro: il design

Vero è, però, che anche se il OnePlus 7 Pro è una vera e propria bestia dal punto di vista hardware, e sicuramente si fa notare grazie al suo design (che, ammettiamolo, nel tempo sta raggiungendo la perfezione stilistica), il nuovo top di gamma dell'azienda non è poi così comodo utilizzare.

Perché, a prescindere dalle dimensioni molto importanti, tende molto a scivolare e la curvatura dello schermo rende praticamente impossibile le interazioni con gli elementi posti ai vertici del display: mandare un messaggio vocale con WhatsApp e Telegram è praticamente impossibile, perché non si riesce a raggiungere il tasto per far partire la registrazione. Sono piccolezze se confrontate alla qualità del pannello utilizzato, è vero. Ma sono fattori che influenzano (negativamente) l'utilizzo quotidiano del dispositivo.

Se avete già familiarità con OnePlus, allora avrete familiarità con il design Horizon Line, la lavorazione del frame laterale dello smartphone che crea giochi di luce ed ombra e fa sembrare il OnePlus 7 Pro più sottile. La versione da noi provata è quella in vetro opaco nella colorazione Nebula Blue che, seppur sia estremamente meno soggetta alle impronte potrebbe risultare piuttosto scivolosa. E poi, diciamola tutta, non è uno smartphone compatto, quindi la scivolosità potrebbe risultare fastidiosa.

È presente il fantastico slider metallico con il quale è possibile impostare la modalità silenziosa o vibrazione, non è presente il jack per le cuffie cablate e scompare anche il sensore per le impronte digitali che è stato integrato nel display: è di tipo ottico, ha una precisione piuttosto buona, ma è ancora distante dalle prestazioni dei sensori tradizionali. In alternativa è presente lo sblocco con il riconoscimento del volto, che avviene in pochissimi istanti tramite la fotocamera popup anteriore, ma è di tipo 2D e per quel che mi riguarda potevano farne anche a meno perché non è in grado di funzionare se si utilizzano degli occhiali da sole. Disattivato immediatamente.

OnePlus 7 Pro: l'hardware

Sulla carta, la scheda tecnica del OnePlus 7 Pro è talmente potente che potremmo anche saltarne la descrizione. È uno degli smartphone più veloci in commercio, c'è poco da fare. Il tutto grazie al nuovissimo Snapdragon 855 a 7nm, affiancato da una GPU Adreno 640 e ben 12 GB di RAM nella versione da noi testata, che di fatto è il modello top di gamma della serie.

Le prestazioni del dispositivo sono estremamente elevate, il termine "rallentamento" non è neanche lontanamente affiancabile al nome "OnePlus 7 Pro" e qualsiasi operazione potrete mai effettuare con questo smartphone, sarà eseguita con una velocità disarmante. Non c'è da meravigliarsi se uno degli slogan di questo dispositivo sia "The speed you need", perché è così, anzi, mi correggo: in realtà non mi da la "velocità di cui ho bisogno", me ne da di più.

Gli speaker stereofonici frontali sono in grado di garantire una riproduzione del suono fantastica, superiore alla gran parte degli smartphone attualmente acquistabili, e il sistema di raffreddamento a liquido fa il suo lavoro egregiamente: anche negli utilizzi più stressanti, riesce sempre a tenere sotto controllo la temperatura. Certo, non evita che lo smartphone si riscaldi, ma la gestione della temperatura è tale da non rendere mai fastidioso l'utilizzo del dispositivo.

10 e lode anche per il nuovo sistema di vibrazione aptica: siamo ai livelli di iPhone, la vibrazione è praticamente immediata ed è caratterizzata da diversi livelli di intensità, che verranno gestiti in base alle operazioni in corso. È uno dei pochi smartphone in cui è piacevole lasciare la vibrazione attiva anche nella tastiera.

La batteria è una 4000 mAh Warp Charge 30. Non è presente la ricarica wireless, quindi dimenticatevi anche la ricarica inversa tipica del Huawei P30 Pro, l'autonomia è nella media e riesce a garantire un giorno d'utilizzo con una sola carica, ma non fa gridare al miracolo, e il sistema di ricarica veloce di OnePlus è in grado di ricaricare il dispositivo in pochissimo tempo.

OnePlus 7 Pro: il display da 6,67″

Ed anche per quanto riguarda il display, bisogna iniziare a partire con una premessa: è il miglior pannello in circolazione, al pari (se non superiore) a quello utilizzato nei top di gamma Samsung. Ma è enorme: parliamo di un pannello da 6.67" Fluid AMOLED da 90 Hz QHD+ con una risoluzione di 3120 x 1440 pixel e una densità di pixel per pollice di ben 516 ppi. Insomma, il lavoro fatto da quelli di OnePlus è di altissimo livello e le immagini riprodotte dal display del dispositivo sono sempre precise, ben bilanciate ed egregiamente saturate.

L'altissima frequenza d'aggiornamento del pannello, inoltre, rende la riproduzione delle immagini e delle animazioni estremamente fluida e piacevole, e la precisione e la velocità del touch sono fantastici, al pari di iPhone XS Max. Resto dubbioso sul sistema di gestione della luminosità automatica, che a mio parere è piuttosto lento e troppo conservativo e tende ad impostare una retroilluminazione in alcuni casi poco sufficiente all'ambiente.

OnePlus 7 Pro: la tripla fotocamera

Quando parlavo di "compromessi", non intendevo solo la mancanza della ricarica wireless o della certificazione IP68 ma, ahimè, parlavo anche di fotocamera. Non fraintendetemi, con il nuovo top di gamma OnePlus ha fatto passi da gigante rispetto alle generazioni precedenti, ma rimane sempre piuttosto indietro rispetto ai diretti concorrenti.

E la colpa è sostanzialmente del sensore Sony IMX586 da 48 megapixel (un sensore utilizzato da molti produttori, ma che proprio non mi riesce ad andare giù) e da un'applicazione Fotocamera ancora troppo spartana e non in grado di sfruttare al meglio l'intelligenza artificiale. Quest'anno, però, le fotocamere diventano tre: quella principale è da 48 megapixel f/1.6 stabilizzata, ed è accompagnata da una fotocamera da 8 megapixel f/2.4 con uno zoom ottico 3X e una fotocamera ultra grandangolare da 16 megapixel f/2.2 con un angolo di visione di 117 gradi.

Gli scatti in condizione di buona luminosità sono molto piacevoli, ben bilanciati e in grado di sfruttare l'HDR+. È presente anche l'intelligenza artificiale in grado di riconoscere le scene e la modalità ritratto è tutto sommato gradevole e precisa. Ma le foto mancano di quel quid che le renda empatiche come quelle scattate con gli altri top di gamma di quest'anno.

Il problema del sensore di Sony è l'estrema rumorosità degli scatti, presente costantemente e che puntualmente viene "risolto" da un sistema di riduzione del rumore in alcuni casi troppo invadente. È un problema che da sempre accompagna questo sensore, e che in condizioni di scarsa luminosità è ancora più evidente, nonostante sia stata integrata la nuova modalità di scatto notturno, che migliora nettamente le prestazioni della fotocamera in condizioni di scarsissima luminosità, ma che non riesce comunque a renderle godibili al 100%: quando si scatteranno fotografie in ambienti bui, il risultato sarà quasi sempre una foto pastella e sfocata proprio perché il sistema di noise reduction deve venire in aiuto alle pessime prestazioni del sensore Sony in queste condizioni di luce. Peccato.

Poco male, anche perché lo stabilizzatore ottico fa il suo egregio lavoro nei video in 4K a 60 fps e, inoltre, se scendiamo di risoluzione entra in azione anche lo stabilizzatore elettronico, che elimina praticamente qualsiasi vibrazione.

Ottima l'idea di integrare un super slowmotion "più umano": gli ingegneri di OnePlus hanno ben pensato di evitare i 960fps, che sono simpatici ma poco utilizzabili in termini di qualità e gestibilità via software, e hanno in trodotto un fantastico 480fps a 720p che nonostante sia senza audio ha una qualità eccezionale e si può gestire con un editor semplicissimo e funzionale, in stile iPhone.

Ottima la fotocamera frontale popup, che utilizza un sensore da 16 megapixel ed un ottica f/2.0 e non solo è in grado di comparire e scomparire in un batter d'occhio, ma riesce a garantire fotografie molto piacevoli, anche grazie al supporto dell'HDR e allo stabilizzatore elettronico.

OnePlus 7 Pro: il software OxygenOS

Il gioiellino di OnePlus è animato da Android 9.0 Pie, personalizzato dalla OxygenOS. E prima di entrare nel dettaglio permettetemi di dirlo: è la migliore personalizzazione di Android in assoluto. Il motivo? Perché è praticamente una versione stock del sistema operativo di Google, personalizzata in pochissimi dettagli ed è velocissima. È possibile gestire lo smartphone con delle comodissime gesture, è presente il riconoscimento facciale ed integra una nuova modalità Zen, che ha lo scopo di mettere da parte lo smartphone per 20 minuti.

Inoltre è stata introdotta una nuova modalità gioco, che è stata ottimizzata per la maggior parte dei titoli disponibili nel Play Store e fa benissimo il suo dovere. Insomma, stiamo parlando di OnePlus, e quando si parla di OnePlus 7 Pro è inutile girarci attorno: hardware e software sono veloci, velocissimi. Un vero spettacolo, senza inutili futilità.

OnePlus 7: data e prezzo di vendita in Italia

OnePlus 7 Pro nella colorazione Mirror Gray arriverà sul mercato da martedì 21 maggio al prezzo di 709 euro per la versione con 6GB di RAM e 128GB di storage, oppure a 759 euro con 8GB di RAM e 256GB storage. OnePlus 7 Pro nella colorazione Nebula Blue sarà in vendita da martedì 21 maggio a 759 euro con 8GB RAM e 256GB storage, oppure a 829 euro con 12GB di RAM e 256GB di storage. OnePlus 7 Pro nella colorazione Almond, infine, sarà disponibile da giugno con 8GB di RAM e 256GB storage a 759 euro.

OnePlus 7 nella colorazione Mirror Gray, sarà disponibile da giugno a 559 euro con 6GB di RAM e 128GB di storage, oppure a 609 euro con 8GB di RAM e 256GB storage.

Si tratta di uno smartphone estremamente veloce, solido e probabilmente con il miglior display attualmente in vendita e nonostante la versione da 12 GB non sia estremamente economica, costerà comunque meno dei top di gamma più blasonati.

Peccato per la mancanza della ricarica wireless, nonostante il retro in vetro, per la qualità della fotocamera, ancora non all'altezza dei top, e per la scivolosità. Ma, d'altronde, per poter vendere una "bestia" del genere a un prezzo così aggressivo i compromessi sono d'obbligo, e quelli di OnePlus sono riusciti ad eliminare il superfluo e a produrre uno smartphone concreto, che si piazza nella mia top 5 dei dispositivi più interessanti di questo 2019.