Proprio la televisione è stata uno degli strumenti più preziosi durante il lockdown di marzo e aprile, perché ha consentito non solo di informarsi quotidianamente sull’andamento della pandemia e sulle misure di contrasto adottate da governo e regioni, ma anche e soprattutto, grazie a film, serie tv e trasmissioni di ogni genere – da quelle di cucina ai documentari, dai talk show ai programmi di approfondimento – di “staccare” dalla realtà quotidiana concedendosi uno svago così importante durante quei lunghi mesi di quarantena.

E ora, con la nuova ondata, di contagi, c’è il rischio – soprattutto nelle zone rosse – che l’esperienza si ripeta. Ma con la rivoluzione che si sta affacciando al mondo della televisione, è bene arrivare preparati all’appuntamento, per non rischiare di rimanere “tagliati fuori” dai propri programmi tv preferiti. Perché i grandi cambiamenti in arrivo riguardano tutte le modalità di trasmissione televisiva, sia attraverso il digitale terrestre sia mediante il satellite.

Per quest’ultimo, le prime novità sono dietro l’angolo: quasi tutti i canali satellitari cambieranno l’attuale standard di trasmissione, il DVB-S, e passeranno in DVB-S2 (Digital Video Broadcasting Satellite 2), che prevede trasmissioni solo in HD e in 4K, e quindi gli utenti di tivùsat dovranno verificare che il loro decoder satellitare sia compatibile con le trasmissioni digitali di seconda generazione. Perché già da inizio dicembre cinque canali (Nove, DMAX, Real Time, Cielo e Tv8) inizieranno a trasmettere solo in HD, e altri due (K2 e Frisbee) saranno visibili solo con un dispositivo HD o 4K. E poi, dal 18 dicembre sarà la volta dei 23 canali del TG Regionale Rai, mentre il 31 dicembre sarà Mediaset a trasmettere tutti i suoi canali digitali via satellite (Iris, La5, Mediaset Extra, Mediaset Italia 2, Tgcom24, 20 Mediaset, TopCrime, Focus, Cine34 e Boing) solo in alta qualità (DVB S2). Sempre il 31 dicembre anche Cartoonito e LA7d passeranno al DVB-S2, ed nel corso del 2021 lo stesso faranno quasi tutte le altre emittenti. E per continuare a vedere su tivùsat i canali transitati al nuovo standard sarà necessario avere o un decoder satellitare HD o 4K oppure un televisore certificato “la tivù” o “la tivù4K” con CAM tivùsat.

La transizione non riguarderà però solo i canali satellitari ma anche quelli del digitale terrestre che, per liberare la frequenza dei 700 MHz (necessaria per le reti mobili 5G), cambierà a sua volta standard di trasmissione passando dall’attuale DVB-T (operativo dal 2012) al nuovo DVB-T2. Anche in questo caso la transizione consentirà un incremento della qualità audio e video grazie al passaggio all’alta definizione, e secondo il calendario dello “switch” dovrebbe essere completata entro il 30 giugno 2022: per Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna lo spegnimento del “vecchio” digitale terrestre è già stato effettuato entro il 31 maggio 2020, mentre per Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia (con esclusione della provincia di Mantova) e per le province di Piacenza, Trento e Bolzano è programmato entro il 31 dicembre 2020. Il prossimo anno, poi, tra il 1° gennaio e il 30 giugno passeranno al DVB-T2 la Sicilia e le province calabresi di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro, mentre entro il 31 dicembre 2021 toccherà a tutte le regioni e le province rimanenti. Anche in questo caso, chi ha un apparecchio televisivo che non supporta il nuovo standard dovrà cambiare il televisore, ma già da gennaio 2017 è scattato l’obbligo per i negozianti di vendere solo tivù DVB-T2.

Proprio le continue transizioni tra standard di trasmissione sempre più aggiornati ha però spinto, negli anni successivi allo switch off analogico del 2012, sempre più italiani a scegliere di passare alla televisione satellitare di tivùsat: le nuove attivazioni tra il 2013 e il 2019 sono infatti state oltre 3 milioni e 800mila, pari a circa il 10% delle famiglie italiane. E anche oggi tivùsat rappresenta la soluzione per risolvere per sempre i problemi di ricezione del digitale terrestre, anche in vista del nuovo switch al DVB-T2.

Ma che cos’è tivùsat, e perché così tanti italiani la scelgono? Fondata nel 2009 e gestita da Tivù s.r.l, (società partecipata dai principali attori sulla scena della televisione italiana: Rai, Mediaset, Telecom Italia, Associazione TV locali e Aeranti Corallo) è la soluzione ideale per chiunque abbia problemi di ricezione del segnale terrestre, poiché grazie alla trasmissione satellitare è in grado di raggiungere tutte le aree del territorio nazionale, anche quelle che, a causa della presenza di valli o rilievi, storicamente hanno sperimentato problemi di copertura. E grazie alla cooperazione tra tutti gli operatori televisivi garantisce un’esperienza televisiva di altissima qualità e senza bisogno di alcun tipo di abbonamento: per vedere tivùsat sono sufficienti un dispositivo certificato tivùsat (decoder o televisore con CAM), una parabola satellitare orientata su Eutelsat 13° Est e la smartcard inclusa in qualsiasi confezione del decoder o della CAM.

Chi, in vista della transizione al nuovo digitale terrestre (o al sistema DVB-S2), avesse ancora un televisore che non supporta il nuovo standard, deve quindi correre ai ripari per non rischiare di restare senza copertura televisiva. Ma novembre, per fortuna, è il mese giusto per i grandi affari nel settore della tecnologia: venerdì 27 novembre cade infatti il “Black Friday”, giornata che negli Stati Uniti è tradizionalmente dedicata agli sconti e alle occasioni sui dispositivi hi-tech e che da qualche anno viene “festeggiata” in tutto il mondo. Durante questa giornata di grandi sconti è infatti possibile portarsi a casa a prezzo scontato un televisore o un decoder compatibile con la tecnologia DVB-S2 e con tivùsat.

Ma in quest’anno così particolare gli sconti iniziano addirittura prima e proseguono a lungo: già a partire dal 16 novembre, e fino al 30, sono infatti disponibili televisori, decoder e smartcard a prezzi scontatissimi: per saperne di più guarda tutti i prodotti in superofferta sulla pagina dedicata.