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Adolescenti e preadolescenti di nuovo nel mirino delle truffe online. Questa volta, il "tranello" proviene dal social network che più utilizzano: Instagram. Comincia tutto con un follow da parte di profili facilmente identificabili per i loro username che seguono la scia di  "Io.so.tutto_",  "Io.so.tutto.di.te", "io_so_tutto_di_tutti", "io_so_chi_siete", con tanto di varianti, da  "io.so.un.po.tutto" a "io.so.quasi.tutto". Insomma, dei nomi utenti strategici che puntano dritto agli adolescenti, con una promessa: svelare segreti che spaziano dall'amore all'amicizia, passando per gli anni di residenza in Italia, fino a dimostrarsi acuti "veggenti" dei tradimenti in vista.

Insomma, un tranello che fa preoccupare molti utenti. Anche perché questi profili fasulli, che vengono cancellati dopo pochi giorni (se non dopo qualche ora dalla loro nascita), puntano ad incrementare il loro seguito (i cosiddetti follower) e a diventare "piazze" competitive per gli agenti pubblicitari. Mille, duemila, cinquemila, diecimila seguaci in pochi minuti. Follower che non rispecchiano in alcun modo un reale interesse alla pagina e che finiscono così per sfalsare le campagne degli investitori pubblicitari.

Ovviamente questi "servizi" da veri cartomanti hanno un costo. Non l'ombra di un centesimo ma quattro passaggi ben precisi da seguire per poter conoscere tutti i propri segreti più oscuri. Il primo passo è quello di seguire la pagina in questione (alcuni di questi account hanno raggiunto quota 200.000 seguaci), il secondo è di taggare la pagina in una storia, il terzo è di scrivere in chat privata a questi account la parola "Dimmi" e il quarto, beh, è quello di mettersi in attesa di una risposta da parte dei gestori del profilo, che al momento non sono ancora stati identificati.

La tattica è funzionale al raggiungimento di alte quote di seguaci, grazie alla pubblicità fatta da ragazze e ragazzi sui propri canali social personali, in cambio di un "premio" che in realtà è frutto di pura fantasia. Va detto che in questo periodo, specialmente fra i teenager (soprattutto fra i tredici e i diciassette anni), il numero di iscrizioni a Instagram è andato sensibilmente aumentando (con un incremento del 65 percento) e si è abbassata di parecchio l'età minima degli iscritti. È inutile precisare, dunque, quanto il rischio di cadere da giovani nei tranelli della rete sia aumentato. In questo caso, però, sembrerebbe che la sicurezza dei dati degli utenti che rispondono a queste pagine fake non sia a rischio. Anche se resta la gravità dell'ennesimo "specchietto per le allodole" ai danni di giovani e giovanissimi: bersagli sempre più a rischio nel mare magnum del web.