Con la sua applicazione Clips, Apple ha anticipato i tempi e poi si è dimenticata di averlo fatto. Lanciata nel 2017, l'app rispondeva a un'esigenza concreta: creare video per il formato quadrato di Instagram in maniera facile e con l'aiuto di elementi accattivanti come filtri e Memoji. Lo faceva con un approccio molto simile a quello che poi ha caratterizzato l'esplosione di TikTok: registrare piccole clip video che poi vengono messe una in fila all'altra. Il problema è che, almeno fino a oggi, l'app ha sempre realizzato solamente video quadrati, che ormai appartengono a un'epoca passata dei social. Ora, invece, Clips si è aggiornata per supportare il formato verticale. Cosa che potrebbe farla diventare un must have per chi usa TikTok.

L'approccio è sempre lo stesso: attraverso Clips è possibile registrare video semplicemente tenendo premuto il pulsante di registrazione, realizzando così un filmato composto da molteplici brevi clip. Il vero punto di forza dell'app di Apple è la grande quantità di elementi a disposizione per personalizzare questi filmati: le Memoji/Animoji, i filtri, gli sfondi a 360 gradi, i sottotitoli automatici e gli adesivi in realtà aumentata sono solamente alcuni degli elementi che differenziano l'app dalla concorrenza, anche e soprattutto dal punto di vista della qualità di questi contenuti digitali una volta applicati ai video.

Perché, quindi, il nuovo Clips può essere una rivoluzione per TikTok? prima di tutto, appunto, per il formato verticale: ora un video esportato da Clips è immediatamente pronto per la piattaforma di video verticali. E poi perché gli strumenti che mette a disposizione permettono di creare un certo tipo di storytelling che su TikTok potrebbe davvero esplodere in un fenomeno tutto nuovo. Pensiamo alle storie che attraverso Memoji personalizzate possono essere raccontate sulla piattaforma (senza usare parrucche o asciugamani in testa), oppure alle possibilità date dai filtri che si agganciano ai volti e ai racconti che possono godere di sfondi a 360 grandi che permettono ai creatori di "vivere" lo spazio virtuale.

Infine, un elemento che può avere un impatto anche sull'engagement di un contenuto su TikTok è quello dei sottotitoli automatici: una volta attivata la funzione, sul video (scegliete voi dove e come) apparirà sotto forma di testo quello che viene detto in quella clip. Si tratta di una funzione utile (soprattutto quando c'è molto parlato) che potrebbe migliorare le performance dei video perché aiuta a non tagliare fuori le persone che in quel momento non possono ascoltare l'audio del video. Ma la forza di Clips è anche la semplicità con cui è possibile integrare questi elementi: basta sceglierne uno o più e avviare la registrazione premendo il pulsante rosso, avendo poi la possibilità di tagliare le clip per aggiustarne la durata. Si possono anche aggiungere colonne sonore che si adattano al video abbassando il volume quando viene rilevata una voce. In 5 minuti si può creare un prodotto finito dalla qualità estremamente più alta della media rispetto ai contenuti TikTok. Insomma, Clips è uno strumento che da oggi tutti i tiktoker dovrebbero utilizzare.