A quanto pare non si è ancora placata la brama di Google di avere un social network di successo tutto suo. A pochi mesi dalla chiusura definitiva di Google+, la casa di Mountain View ha infatti lanciato un altra piattaforma: si chiama Shoelace, al momento si manifesta sotto forma di app per Android e iOS e pur non configurandosi esattamente come una rivale diretta di Facebook e Twitter si focalizza su un aspetto chiave del social di Mark Zuckerberg: quello dell'organizzazione degli eventi.

Shoelace: accesso limitato

Inutile per il momento lanciarsi su App Store e Play Store per tentare il download. L'app per ora è accessibile solo su invito, e per ottenerlo un fattore preferenziale è quello di risiedere nell'area di New York, l'unica inizialmente interessata dalle funzioni dell'app. La scelta non sorprende: se lo scopo dell'app è quello di concertare attività tra i suoi membri, è meglio in fase iniziale che questi ultimi siano concentrati in una sola zona — e la grande mela da questo punto di vista è l'area che offre più spunti da questo punto di vista.

In più Shoelace non è un vero e proprio progetto calato dall'alto già pronto da Google, ma un'idea nata da alcuni dipendenti all'interno di Area 120 — l'incubatore interno alla casa di Mountain View dal quale regolarmente nascono app e servizi che di quando in quando si trasformano in prodotti fatti e finiti o vengono integrati all'interno di altri prodotti e piattaforme. Ha senso dunque che ai piani alti della casa di Mountain View desiderino capire meglio come si comporterà sul campo, prima di decidere cosa farne.

Come funziona Shoelace

Il funzionamento prevede di poter creare e cercare nuovi eventi — chiamati Loop e catalogati per orario, luogo e descrizioni testuali che si accompagnano a una serie di tag per indicizzarli al meglio e fare in modo che siano visibili anche a sconosciuti che manifestano interessi simili. Le sovrapposizioni con la sezione Eventi di Facebook sono evidenti, ma il social network blu parte avvantaggiato nel confronto dal fatto di avere membri già registrati con il loro nome e cognome, mentre Shoelace dovrà con tutta probabilità utilizzare le informazioni legate agli account Google dei suoi utenti, rendendo più caotico sapere chi tra amici e conoscenti parteciperà effettivamente ai loop.

D'altro canto una delle armi segrete di Shoelace (che per il momento sembra non essere ancora stata sfoderata) è la potenziale integrazione con Google Maps, il servizio di cartografia digitale che ormai oltre a fornire indicazioni stradali fa di tutto: dal ricordare dove si è parcheggiato a fornire uno storico dei locali visitati, passando per funzioni di condivisione in diretta della propria posizione e per la segnalazione di ristoranti e locali di interesse nelle vicinanze. Lo scontro però al momento è rimandato, almeno fino a quando la portata dell'app non sarà estesa a un numero maggiore di città rispetto alla sola New York.