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"Questi dove li appoggio?". Spider-Man è in piedi nel salotto di Mary Jane, ha appena sentito che a Manhattan c'è stata un'emergenza. In mano ha gli abiti di Peter Parker, addosso ha la sua leggendaria tuta. "Posso metterli sul divano?". MJ sorride: "Va bene". Poi salta fuori dalla finestra, ondeggiando tra i grattacieli di New York. Lo Spider-Man che presto approderà in esclusiva su PlayStation 4 si deve analizzare anche e soprattutto da questi piccoli dettagli. Rapporti tra i personaggi, insicurezze e legami che rendono l'Uomo Ragno Peter Parker e viceversa. Perché sotto la maschera non c'è solo un supereroe, ma un essere umano. E questo flebile confine il nuovo lavoro di Insomniac Games lo rappresenta in maniera impeccabile.

Nel corso degli ultimi decenni i videogiochi di successo dedicati ai supereroi si possono contare sulle dita di una mano. Anzi, possono essere riassunti con la trilogia degli ultimi Batman: titoli azzeccati sia in termini di meccaniche che di storia, ottimi videogiochi che ben rappresentano un eroe complesso come l'Uomo Pipistrello. Spider-Man, ad oggi, non aveva ancora avuto rappresentazioni videoludiche all'altezza: quasi tutti ricordiamo l'episodio uscito sulla prima PlayStation e qualcuno ricorderà quello uscito su PlayStation 2, ma in entrambi i casi, tolto l'effetto nostalgia, i titoli erano poveri sotto molti punti di vista. Questo nuovo episodio, invece, mette sul piatto un prodotto incredibilmente stratificato e complesso, che non solo rende giustizia al supereroe, ma soprattutto porta su schermo un Peter Parker più umano che mai.

D'altronde le ultime esclusive Sony ci avevano abituato proprio a questo, tanto che gli stessi sviluppatori sentivano la pressione del dover restare su uno standard narrativo molto alto. "Titoli come God of War e The Last of Us hanno innalzato di molto l'aspettativa degli utenti nei nostri confronti per quanto riguarda la storia" ha spiegato a Fanpage.it Bryan Intihar, Creative Director di Insomniac Games. E dopo aver visto i titoli di coda non si può che confermare il fatto che il lavoro questa volta è stato ineccepibile. Non solo quindi per le meccaniche e il feeling di comandare Spidey tra i grattacieli di New York, ma anche per il comparto narrativo che ben dipinge un supereroe il cui lato umano è più importante che mai.

Dopotutto Spider-Man è un personaggio molto complesso da rappresentare proprio in virtù del ruolo fondamentale che Peter Parker ricopre nell'economia del supereroe. È un discorso applicabile a molti personaggi del mondo Marvel e DC, certo, ma nel caso di Spider-Man questo rapporto risulta particolarmente importante perché, come ci hanno insegnato le innumerevoli avventure dell'Uomo Ragno, Peter non è solo l'uomo sotto la maschera ma un personaggio a sé stante che ha un ruolo fondamentale nella risoluzione delle sfide e che spesso si ritrova ad interagire con amici e nemici del supereroe. Nello Spider-Man videoludico ciò che funziona è esattamente questo dualismo che si traduce in un continuo passaggio tra le sezioni di gioco nei panni del supereroe (che ovviamente caratterizzano la maggior parte dell'esperienza) e quelle nei panni di Peter.

I problemi d'amore con MJ, il rapporto con Zia May e il lavoro sotto il suo mentore, Otto Octavius. Poco possiamo dire su quest'ultimo, se non che il gioco sfrutta magistralmente il legame tra i due scienziati e i dettagli legati al suo personaggio che man mano iniziano a popolare il laboratorio. Questi piccoli dettagli sono ciò che rendono il titolo di Insomniac una manna per tutti gli appassionati (anche occasionali) dell'Uomo Ragno, che sparsi per l'avventura troveranno elementi estremamente familiari ma sempre contestualizzati all'interno di un disegno più grande. Un approccio che stimola continuamente a proseguire in una storia (originale) che tiene incollati fino alla fine. "Ciò che abbiamo fatto è stato studiare il personaggio dalla prima apparizione fino alla serie Ultimate, cercando le caratteristiche più comuni, come il senso dell'umorismo, le debolezze e i punti di forza" continua Intihar. "Abbiamo scelto questi tratti in comune per rendere il nostro Spider-Man riconoscibile sia dai fan di vecchia data che dai nuovi appassionati".

Il risultato è uno Spider-Man in attività già da 8 anni e che quindi ha ormai sia la padronanza dei suoi poteri che la conoscenza dei suoi acerrimi nemici, la cui presenza nel gioco è stata svelata durante l'ultimo E3: da Mister Negative a Rhino, passando per Volture, Scorpion ed Electro. Insomma, i Sinistri Sei. E se pensate che in questo elenco ne manchi uno, non sbagliate. Ci sono poi tutti gli alleati, dalle già citate Zia May e Mary Jane (qui in versione giornalista) a Miles Morales, un personaggio fondamentale nell'universo dell'Uomo Ragno. Ma nel videogioco spicca anche un "co-protagonista" che nelle storie di Spider-Man non può mancare: la città di New York. "Abbiamo trattato la città come se fosse un personaggio" spiega Intihar. "Volevamo renderlo un mondo vivo, con tante persone, tante macchine e cittadini che reagiscono ai crimini in maniera differente a seconda della loro tipologia. Noterete anche un cambiamento visivo e non solo dall'inizio alla fine dell'avventura".

È proprio all'interno della grande città americana che i giocatori possono non solo completare la storia principale, ma anche dedicarsi alle molte attività secondarie proposte dal gioco e che vanno dalla classica raccolta di oggetti – come gli zaini contenenti cimeli di Peter Parker – a varie sfide che spaziano dalla liberazione di zone controllate dalle gang al disinnesco di varie bombe, fino a indovinelli e corse contro il tempo. Senza dimenticare, ovviamente, le missioni secondarie. Il completamento delle sfide fornisce gettoni che possono poi essere utilizzati per potenziare l'equipaggiamento di Spider-Man. Se proprio si vuole trovare un elemento non al passo con il resto del titolo è proprio quello relativo alle attività secondarie, spesso ripetitive e poco appetibili per i non avvezzi al completismo.

L’equipaggiamento del supereroe è invece l'elemento che, parallelamente alla storia, rende interessanti le meccaniche della nuova versione videoludica di Spider-Man. Le possibilità di personalizzazione sono molteplici: la scelta della tuta (e i relativi poteri unici), lo sblocco delle abilità man mano che si aumenta di livello e lo sblocco e potenziamento dei gadget, elementi cari sia all'Uomo Ragno che ad Insomniac. Dal classico lancia ragnatele a ragni robot, ma anche bombe ragnatela e onde d'urto: sono tutti gadget utili a sconfiggere le molte tipologie di nemici diverse il cui bilanciamento è garantito dalle munizioni a disposizione che vanno ricaricate sconfiggendo altri nemici. Infine, riuscito è anche il sistema di spostamento tramite ragnatele di Spider-Man, un'altra sfida per gli sviluppatori proprio in virtù del complesso sistema di gestione di un personaggio che dondola tra i grattacieli di una città. Il feeling immediato è invece incredibilmente soddisfacente e spostarsi da una zona e l'altra della città è sempre divertente e dinamico, anche e soprattutto grazie alle molte idee messe in campo dagli sviluppatori per consentire spostamenti agili e sempre veloci.

Insomma, il lavoro di Insomniac va a posizionare Spider-Man proprio accanto agli ormai acclamati lavori di Rocksteady Studios con la trilogia di Batman, riuscendo a fornire al supereroe un lato umano che prima di oggi semplicemente non era mai stato rappresentato in ambito videoludico con questa lucidità. Infine, il videogioco prende in prestito una tradizione ormai cementificata nelle pellicole cinematografiche di Marvel proponendo due scene post titoli di coda che non fanno altro che confermare la bontà del comparto narrativo del titolo. Affermando anche la volontà di Insomniac di proseguire la nuova storia videoludica. Spider-Man uscirà in esclusiva su PlayStation 4 il prossimo 7 settembre.