smartphone gobba

Non solo cattiva postura e possibilità di generare una gobba anche nei ragazzi – o iGobba, come l'hanno rinominata alcuni fisioterapisti – ma anche una possibile degenerazione nell'umore degli utenti. Sono gli effetti dannosi degli smartphone sulla nostra salute psicofisica. Basta guardarsi attorno in uno spazio pubblico per accorgersi che chiunque ormai viene trasformato dal piccolo oggetto che regge in mano; senza ormai farci caso ci contorciamo per osservare lo schermo del nostro smartphone, piegando il collo e creando la sopracitata iGobba, una posizione che comporta lo spostamento in avanti della nostra testa con conseguente lavoro aggravato del collo e della parte alta della schiena. Che così si curva.

Steve August, un fisioterapista della Nuova Zelanda, ha spiegato di trovarsi spesso davanti a ragazzini caratterizzati da gobbe che solitamente vengono rilevate in persone anziane. La posizione protesa in avanti, peraltro, è associata a depressione: quando ci sentiamo giù tendiamo a raccoglierci in noi stessi. Ma la postura non è solo il risultato di un sentimento: può anche generarlo. Secondo uno studio pubblicato nella Health Psichology, chi mantiene spesso una posizione ricurva è più soggetto a depressione e bassa autostima. Un'impostazione che condiziona anche il linguaggio, negativo in caso di postura errata e positivo in chi tiene la schiena dritta.

smartphone gobba

Affacciarsi sul proprio smartphone può inoltre comportare un peggioramento della memoria, come spiega un'ulteriore ricerca pubblicata nella Clinical Psychology and Psychotherapy: chi mantiene una posizione curva tende a ricordare solo le cose brutte, mentre chi non si inclina in avanti ha più possibilità di ricordare elementi positivi. Per dimostrare ulteriormente la correlazione tra postura e salute psicofisica, sul New York Times la ricercatrice Amy Cuddydec ha svolto uno studio che ha posto alcuni partecipanti davanti a diverse tipologie di dispositivi: smartphone, tablet, computer portatile e PC. Chi si è trovato a dover gestire smartphone e tablet si è dimostrato più facilmente suscettibile a restare incollato allo schermo, ritardando il momento in cui chiedere all'esaminatore se era possibile alzarsi anche dopo che l'esperimento si era chiaramente concluso.

Sembra persino esserci una relazione tra la grandezza del dispositivo e il tempo che ci "ruba": più è piccolo e più siamo portati a passarci del tempo, ma una dimensione minore ci porta anche ad una curvatura del corpo più accentuata. Di conseguenza, mantenere questa postura comporta anche un aumento della depressione e una decrescita della produttività. Come fare, quindi, a contrastare la iGobba? Innanzitutto mantenendo la testa alta e le spalle ben dritte, portando anche lo smartphone al livello degli occhi se necessario. Aiuta anche massaggiare e fare stretching con i muscoli della schiena, ma soprattutto ricordarsi che le ripercussioni di una postura errata non fanno male solo al fisico, ma anche alla mente.