Ally Hardesty e Lydia Love, due delle creator espulse da TikTok (Foto: Instagram)
in foto: Ally Hardesty e Lydia Love, due delle creator espulse da TikTok (Foto: Instagram)

I moderatori di TikTok stanno operando un drastico giro di vite per espellere dall'app i sex worker e le sex worker che si guadagnano da vivere sulla piattaforma di contenuti per adulti a pagamento OnlyFans. La denuncia arriva dagli stessi soggetti che nelle ultime settimane sono stati colpiti con la cancellazione dei loro account, ed è stata raccolta dalla testata Rolling Stone che ha provato a fare il punto della situazione evidenziando una tendenza che sembra inequivocabile.

In effetti, così come avviene su altri social come Instagram e Twitter, anche TikTok nel corso dei mesi ha assunto anche i connotati di una vetrina per sex worker di ogni tipo e genere: questa categoria di creator pubblica contenuti non vietati ai minori, ma mirati semplicemente a ottenere un seguito di follower nella speranza che poi una percentuale decida di migrare presso altri siti a pagamento, come OnlyFans. I problemi in questo tipo di approccio sono generalmente due: il primo è tarare il tono contenuti pubblicati sulle piattaforme pubbliche in modo che non risultino inappropriate; il secondo è trovare un modo di pubblicizzare le proprie attività esterne senza violare le regole che vigono sui portali scelti.

Stando alle testimonianze di Ally Hardesty e Lydia Love – due delle sex worker interpellate da Rolling Stone – su TikTok sta diventando impossibile trovare un punto di equilibrio. La piattaforma di condivisione ha infatti cancellato i loro account nonostante entrambe nei loro video facessero particolare attenzione a vestirsi in modo non provocante. Nelle loro biografie su TikTok le ragazze conservavano però dei riferimenti alle attività di natura sessuale che svolgono su OnlyFans, e questo può essere stato sufficiente a provocare la loro espulsione da TikTok. I link nelle biografie degli utenti di TikTok che puntano al sito di condivisione a pagamento sono già banditi da tempo, ma finora la restrizione veniva aggirata tranquillamente utilizzando siti come linktree – che permettono di raccogliere in una piccola pagina biografica tutti i collegamenti relativi al proprietario; ora però sembra che anche questi collegamenti indiretti possano attirare l'attenzione dei moderatori e far scattare provvedimenti definitivi.

Con l'inasprimento della posizione di TikTok nei confronti di questi utenti si crea però un precedente preoccupante: stando alle testimonianze raccolte infatti le decisioni prese da TikTok non hanno a che vedere con i contenuti osputati sulla piattaforma – che presi singolarmente non violano alcuna norma – ma con gli utenti e con quello che decidono di fare altrove, fuori da TikTok.