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In Italia e in metà del mondo la casa di sviluppo cinese Bytedance è famosa soprattutto per essere l'artefice della piattaforma di condivisione video TikTok, ma prossimamente potrebbe lanciare il suo primo smartphone. L'indiscrezione arriva da due fonti interpellate dal Financial Times, secondo le quali Bytedance starebbe pensando a un dispositivo dalle specifiche hardware ancora sconosciute, ma anche dotato di numerose app preinstallate e tutte facenti parte dell'ecosistema di software che fa capo alla società. Effettivamente all'inizio dell'anno la società aveva acquisito brevetti e forza lavoro dal produttore di smartphone cinese Smartisan, ma ai tempi aveva dichiarato che si trattava di sforzi atti a esplorare il settore delle app a scopo didattico; se le indiscrezioni emerse in queste ore avessero un fondo di verità, le acquisizioni di pochi mesi fa avrebbero tutt'altro significato.

Là dove altri hanno fallito

Resta il fatto che progettare, promuovere, vendere e supportare uno smartphone da zero non è un affare per tutti, anzi: numerose aziende attive nell'ambito del software e dei servizi sono fallite in modo più o meno spettacolare nel tentativo, anche quelle considerate più avvantaggiate. Microsoft progettò un intero sistema operativo per telefoni che né la società né i suoi partner sono poi riusciti a vendere in volumi sufficienti; il Fire Phone di Amazon è tutt'ora considerato uno dei pochi fallimenti catastrofici del gruppo di Jeff Bezos; Facebook è stata leggermente più saggia e per i suoi telefoni si è affidata a una partnership con Htc, comunque finita male.

Un ecosistema pronto

Dalla sua, Bytedance non avrebbe solo TikTok, ma anche numerose altre app ancora semisconosciute nel resto del mondo che finirebbero preinstallate nella memoria dei suoi telefoni: dall'aggregatore di contenuti cinese Toutiao alla controparte internazionale TopBuzz; dall'app di messaggistica istantanea Flipchat fino al feed di notizie acquisito nel 2017 News Republic, passando per uno strumento di collaborazione simile a Slack e per un servizio di streaming musicale ancora non annunciato ma che stando a Bloomberg potrebbe debuttare questo autunno. A dire il vero è difficile che il gruppo riesca a vincere le simpatie di un eventuale pubblico occidentale con un'offerta simile, ma l'operazione sarebbe con tutta probabilità indirizzata agli utenti cinesi e asiatici, che a fronte di un prezzo competitivo potrebbero effettivamente lasciarsi tentare dall'offerta.