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Nell'intricata questione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina stanno finendo penalizzate due aziende hi tech molto rappresentative dei rispettivi Paesi: Huawei e Apple. Il caso dell'azienda di Shenzhen ormai è sotto i riflettori da mesi, mentre lo scorso weekend il numero uno della casa di Cupertino Tim Cook si è incontrato a cena con il presidente USA Trump per ricordargli come l'applicazione dei dazi nei confronti dei prodotti made in China prevista per settembre potrebbe danneggiare le attività di una grande azienda statunitense come Apple, soprattutto nei termini della competizione con un avversario di lunga data: Samsung.

Come ha dovuto ricordare Cook a Trump, i prodotti del colosso coreano saranno infatti sottoposti ai famosi dazi in misura molto minore rispetto a Apple, perché realizzati in parte in Cina ma soprattutto in altri Paesi come Corea del Sud e Vietnam. In una situazione simile Apple si troverebbe a dover offrire prodotti a prezzi gonfiati, mentre il suo più agguerrito avversario potrebbe proporre alternative ugualmente allettanti ma dal prezzo decisamente più competitivo.

Per avere un'idea di quanto Samsung rappresenti una minaccia per Apple del resto basta ricordare gli scontri in tribunale che hanno coinvolto le due aziende, oppure semplicemente osservare il numero degli smartphone che smerciano, mese dopo mese. Il colosso coreano è costantemente sopra agli avversari di Cupertino anche grazie al maggior numero di modelli che mette in commercio, ma in questo periodo sta raccogliendo i frutti di un altro aiuto involontario da parte degli Stati Uniti: il divieto imposto ai suoi produttori di fare affari con Huawei — un diktat al momento lasciato in sospeso ma che ha avuto un impatto sulle vendite dei dispositivi del gruppo cinese.

Nel tenere la Cina nel mirino insomma l'amministrazione Trump sembra aver spianato la strada di Samsung nei confronti di tutti i suoi avversari più agguerriti: Apple e Huawei sono al momento gli unici due produttori di smartphone che rappresentano una minaccia per il gruppo coreano, mentre gli altri soggetti che hanno fatto registrare risultati positivi negli ultimi due anni sono comunque tutti cinesi — e dunque soggetti allo stesso tipo di trattamento da parte del governo USA.

In realtà negli scorsi giorni alcuni prodotti come iPhone, iPad e MacBook erano già stati esclusi dalla lista di quelli tassati fino al 15 dicembre, per impedire che soffrissero troppo nella stagione natalizia. Per capire quale effetto a lungo termine avrà la cena di questo weekend nella vicenda dei negoziati tra Stati Uniti e Cina però è ancora presto; nel frattempo gli argomenti esposti da Tim Cook a Donald Trump sono stati definiti "molto convincenti" dall'inquilino della Casa Bianca.