tim cook bocconi

È stato un Tim Cook particolarmente critico nei confronti di Facebook quello che si è visto in azione ieri a Firenze, nel corso della celebrazione per i vent'anni dell'Osservatorio Permanente Giovani-Editori. Il numero uno di Apple — ospite dell'evento — ha parlato a un nutrito gruppo di giovani di temi come global warming e rapporti commerciali tra Cina e Stati Uniti, ma non si è neppure trattenuto dal lanciare critiche neanche troppo velate a Facebook sul tema delle fake news, sulla dipendenza dai social e sulla criptovaluta Libra.

L'attacco a Libra è stato probabilmente quello più diretto: stando a Tim Cook infatti, "un'azienda non dovrebbe coniare valuta" poiché, come per la creazione di un esercito "queste prerogative sono esclusivamente degli Stati, dei governi". Per il numero uno di Apple simili attività devono rimanere di competenza alla sfera pubblica, diversa da quella privata per un motivo preciso e fondamentale: "le aziende non sono elette democraticamente, mentre i presidenti e deputati lo sono". Chi deve prendre decisioni e attuare strategie per il bene comune dovrebbe insomma essere un rappresentante del popolo, eletto dalle persone per prendere decisioni al loro posto; in un'azienda questo genere di collegamento non esiste.

Non sono mancati altri riferimenti più velati alle attività del gruppo di Zuckerberg — dall'importanza di combattere contro la diffusione di fake news (che sulle app di Facebook hanno sempre trovato terreno fertile) al consiglio di sollevare la testa dallo smartphone e imparare a dare più importanza alla vita vera piuttosto che ai social. Se però durante questi passaggi Tim Cook poteva effettivamente riferirsi a numerose realtà del settore hi tech, nel suo riferimento alle criptovalute poteva avere solo Facebook nel mirino.

Facebook dal canto suo non aveva certo bisogno di incassare l'opinione di un altro detrattore eccellente come l'amministratore delegato di Apple. La criptovaluta sta vivendo in questi giorni uno dei suoi momenti più delicati, in mezzo al fuoco incrociato degli enti di regolamentazione globali e vittima di defezioni che potrebbe vedere alcune importanti aziende partner del progetto sfilarsi dall'associazione dei promotori pochi giorni prima della redazione del suo atto costitutivo.