Il cammino della criptovaluta Libra voluta da Facebook si sta facendo sempre più ripido. Fin dall'annuncio dell'iniziativa avvenuto ormai nel mese di giugno, gli enti regolatori di mezzo mondo si sono dimostrati ansiosi di manifestarne la propria contrarietà, ma l'ultimo categorico stop è arrivato in queste ore dal ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, che ha annunciato ufficialmente che la Francia non ha intenzione di autorizzare lo sviluppo di Libra sull'intero territorio europeo.

Non è la prima volta che Le Maire esterna la sua opinione sulla criptovaluta: già nei giorni successivi all'annuncio di Facebook il ministro francese aveva anticipato che Libra non si sarebbe dovuto considerare al pari di una valuta tradizionale, né essere messo nella posizione di diventarne un sostituto. Al G7 di luglio aveva reiterato il concetto, ma le dichiarazioni di oggi hanno forse ancora più peso; intanto perché sono state rilasciate proprio in occasione della conferenza dell'OCSE sul tema delle criptovalute, ma soprattutto per la fermezza dei toni usati. "Voglio dirlo con molta chiarezza: in queste condizioni non possiamo autorizzare lo sviluppo di Libra sul suolo europeo. C'è in gioco la sovranità monetaria degli Stati".

Si tratta di una posizione molto netta che non tocca neppure alcune delle questioni sollevate ad esempio dalla Commissione Europea e degli Stati Uniti – preoccupati per gli aspetti connessi alla privacy degli utenti Facebook che utilizzeranno la criptovaluta, per le potenziali operazioni di riciclaggio di denaro che potrebbero utilizzare Libra come vettore e per eventuali abusi di posizione dominante che il lancio della moneta potrebbe favorire nei confronti di Facebook e dei partner dell'Associazione Libra.

In fase di presentazione della sua creatura in realtà il social network aveva già anticipato di aver preso in considerazione tutti gli aspetti finiti al centro delle preoccupazioni dei regolatori ma – secondo critiche provenienti dai suoi stessi partner e trapelate online – si tratterebbe di precisazioni e rassicurazioni tardive. Facebook insomma avrebbe dovuto prendersi il tempo necessario per discutere della sua iniziativa con governi e istituzioni prima dell'annuncio pubblico; non averlo fatto esporrà la criptovaluta a critiche di ogni genere che, come nel caso dell'opposizione netta di Le Maire, potrebbero fermarne il cammino su interi territori.