Nel grande pubblico il lancio della criptovaluta Libra da parte di Facebook e dei suoi 27 partner ha destato immediatamente curiosità e qualche preoccupazione su alcuni aspetti – come la sicurezza di eventuali transazioni in una moneta virtuale parzialmente nelle mani di un social network. Tra alcuni dei rappresentanti delle istituzioni europee però il rischio percepito è un altro: che la valuta virtuale non venga sufficientemente regolamentata, e che il diffondersi della moneta possa facilitare l'affermarsi di fatto di una banca globale nella quale non vigono le stesse leggi e non sono attivi gli stessi meccanismi di protezione delle controparti tradizionali.

A dare maggiormente voce a questa preoccupazione è stato in queste ore il ministro dell'economia francese Bruno Le Maire, che nel nel corso di un'intervista radiofonica ha affermato che il Libra non va considerato e non deve diventare un sostituto di una valuta tradizionale, aggiungendo che a questo proposito sarà necessario che i governatori delle banche centrali dei Paesi del G7 discutano della situazione nel corso del loro prossimo incontro, già programmato per il mese di luglio. Stando a quanto riporta il Financial Times, di Libra si è parlato anche all'ultimo incontro della Banca Centrale Europea, dove però il governatore della Banca d'Inghilterra non si è mostrato così ostile alla novità e ha semplicemente affermato che occorrerà supervisionarne lo sviluppo attraverso uno sforzo coordinato da parte delle istituzioni internazionali, ma che occorre avere una mentalità aperta nei confronti di tecnologie in grado di semplificare i trasferimenti monetari da Paese a Paese.

Per il tedesco membro del parlamento europeo Markus Ferber, grazie a Libra Facebook potrebbe diventare una sorta di banca ombra e gli enti regolatori dovrebbero rimanere all'erta in vista di questo pericolo, ma nei prossimi giorni praticamente chiunque si esprimerà al riguardo. Facebook in realtà ha spiegato – nei dettagli relativi al funzionamento di Libra – che intende sottoporsi a tutte le procedure di regolamentazione che le saranno imposte, ma la preoccupazione delle istituzioni è comprensibile: se avrà successo la moneta finirà nelle mani di un potenziale pubblico che supera i due miliardi e mezzo di persone. Tanti sono gli utenti che almeno una volta al mese accedono a Facebook, WhatsApp o Instagram, che in futuro faranno largo uso della valuta.