Dopo l'esclusione negli Stati Uniti, il possibile allontanamento dal Regno Unito e i dubbi sollevati dal governo francese, anche in Italia la fornitura di equipaggiamento 5G da parte di Huawei ha subito un duro colpo. Lo ha riferito Reuters, riportando indiscrezioni secondo le quali l'operatore nostrano Tim avrebbe escluso l'azienda cinese da una importante gara d'appalto per la fornitura della strumentazione che servirà a dispiegare le reti di nuova generazione dell'operatore previste sul territorio nazionale e su quello brasiliano. Alla gara hanno partecipato invece altre realtà del settore, tra le quali Reuters ha citato Cisco, Ericsson, Nokia, Mavenir e Affirmed Networks.

La situazione all'estero

I rappresentanti di Huawei in Italia e in Brasile non hanno ancora commentato l'indiscrezione, ma notizia giunge in un periodo difficile per il colosso cinese. Gli Stati Uniti continuano ad accusare l'azienda di operare per conto del governo cinese e di avere il potere di spiare le comunicazioni degli utenti agganciati alle sue apparecchiature, e per questo motivo sta da mesi facendo pressioni ai Paesi amici e alleati affinché abbandonino il produttore. Nel Regno Unito è attesa la decisione del premier Boris Johnson che secondo indiscrezioni potrebbe allinearsi con gli USA bandendo l'azienda a livello nazionale. In Francia il governo ha recentemente sconsigliato agli operatori nazionali di affidarsi a Huawei per le loro reti.

Perché Huawei è stata esclusa

In Italia TIM sarebbe comunuque l'unico operatore ad aver preso le distanze da Huawei, ma considerato quanto sta avvenendo altrove potrebbe non essere l'ultimo. Da una parte infatti l'operatore italiano ha riferito all'Agi che la decisione di escludere il gruppo orientale "non ha a che vedere con aspetti di natura politica", ma riflette solo "una scelta industriale che va nell'ottica della diversificazione dei partner". D'altro canto però le aziende invitate da TIM a partecipare alla gara per la fornitura delle apparecchiature per il suo 5G in Italia sono tutte europee e statunitensi. La stessa Huawei inoltre, nelle scorse ore, si era vista costretta a rispondere in prima persona a indiscrezioni secondo le quali il governo stava valutando l'ipotesi di provvedimenti di esclusione sullo stile di quelli presi da Stati Uniti e Regno Unito: "Siamo fermamente convinti che la sicurezza e lo sviluppo dell'Italia digitale debbano essere supportati da un approccio basato su fatti e non da illazioni infondate", aveva dichiarato Huawei poco prima dell'uscita di Reuters.