31 Dicembre 2014
15:21

Tiscali vince l’appalto con lo Stato e vola in borsa

Tiscali vola al 21% e chiude al 15%. Un successo che viaggia sulle ali di notizie non divulgate: l’azienda di Renato Soru ha vinto la gara Consip per la fornitura dei servizi di telecomunicazioni per tutta la Pubblica amministrazione per i prossimi sette anni. Peccato non lo sapesse (quasi) nessuno.
A cura di Marco Paretti

Tiscali vola in borsa. Lo fa quasi a sorpresa, con un rialzo superiore al 21% in mattinata e una chiusura in positivo del 15%. Un'euforia generale che in molti hanno trovato quasi fuori luogo; dopotutto stiamo parlando di un'azienda che a stento capitalizza 100 milioni di euro e da 15 anni non genera utili, anche se al tempo valeva più di Fiat.
A molti non sono andate giù le spiegazioni iniziali, che indicavano la ristrutturazione del debito di 140 milioni di euro, un accordo firmato pochi giorni prima con le banche, come responsabile del decollo delle azioni. Troppo zoppicante come motivazione, di sicuro non in grado di far ottenere a Tiscali circa 20 milioni extra di valutazione.

In effetti – ma questo si è scoperto solo ore dopo – il motivo è un altro, nascosto ai più e divulgato solo ad alcuni soggetti: Tiscali ha vinto la gara Consip, la centrale acquisti dello Stato, per la fornitura dei servizi di telecomunicazioni per tutta la Pubblica amministrazione per i prossimi sette anni. Un colpo di scena inaspettato, che però conoscevano in pochi. Giusto i dirigenti delle altre aziende partecipanti: British Telecom, Fastweb, Telecom Italia, Vodafone e Wind.
La società di Renato Soru ha sbaragliato la concorrenza con un'offerta imbattibile. Su una base d'asta di 2,4 miliardi di euro, Tiscali ha offerto un ribasso dell'89%: 265 milioni di euro per la fornitura di telefonia e internet alla Pubblica amministrazione. Un prezzo bassissimo, soprattutto se confrontato con la concorrenza: al secondo posto troviamo la British Telecom con 423 milioni, al terzo Fastweb con 715 milioni e al quarto Telecom Italia con 746 milioni.
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Com'è possibile, ci si chiede, che Tiscali possa fornire tutti i servizi di connettività ad un prezzo così basso? È quello che si sono domandati gli esperti che, nei giorni scorsi, hanno setacciato l'offerta dell'azienda in cerca di eventuali problemi e anomalie.
La proposta di Tiscali prevede dei prezzi stracciati per servizi come la connettività a banda larga con 10 megabit in entrata e uscita, proposta a 30 euro al mese. Per lo stesso servizio Fastweb ne chiede 746. L'abisso tra le due proposte è evidente, ma a questo punto ci si chiede quale sia l'elemento più strano della faccenda: il fatto che Tiscali stia chiedendo 30 euro per un servizio finora pagato più di 700 euro dallo Stato o il meccanismo non proprio efficiente della gara.

Perché l'accordo è tutto fuorché sicuro. La gara Consip prevede che gli operatori creino un listino prezzi per determinati servizi richiesti dallo Stato. In questo caso l'offerta di Tiscali è stata di 265 milioni di euro. A questo punto il vincitore si assicura il 52% della fornitura, mentre al secondo, terzo e quarto classificato vengono distribuiti tre lotti per un totale del 16% ciascuno.
Il punto è che questi ultimi lotti vengono assegnati allo stesso prezzo del primo classificato, quindi anche British Telecom, Fastweb e Telecom Italia dovrebbero garantire la famosa connessione da 10 megabit a 30 euro al mese. Perdendone 700. Se le altre aziende rifiutano l'offerta, la gara salta. In attesa di una decisione, però, Tiscali festeggia. "Siamo vicini al ritorno alla redditività" ha dichiarato Soru al Sole 24 Ore. In effetti il 2014 è stato un buon anno per l'azienda, anche se qualcuno suggerisce che l'impennata delle azioni sia dovuta all'ascesa a Palazzo Chigi di Matteo Renzi, di cui Soru è un fedelissimo. Coincidenze?

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