22 Gennaio 2011
07:30

Tutti pazzi per Facebook in Indonesia

L’Indonesia risulta la seconda nazione dopo gli Usa con il maggior numero di presenze su Facebook, con il 75% degli internauti locali connessi al social network di Mark Zuckerberg.
A cura di Angelo Marra

Che gli Stati Uniti fossero il mercato più vasto per il sito di Mark Zuckerberg era un fatto già noto, basti pensare che secondo una recente ricerca la parola “Facebook” risulta la più ricercata dagli utenti a stelle e strisce nel 2010. Quel che stupisce invece è che dopo gli Usa sia l'Indonesia la nazione con il maggior numero di presenze del gigante bianco e blu, seguita da una più prevedibile Gran Bretagna.

Con una popolazione di 240 milioni di persone, di cui solo 40 milioni hanno accesso alla rete, l'Indonesia ha visto un boom di iscritti a Facebook che arriva a coprire il 75% degli internauti locali. In parole povere, 3 utenti su 4 fanno parte del social network. In realtà l'intero mercato asiatico rappresenta per Facebook un bacino di utenti non indifferente, circa 112 milioni di membri, anche se in nessuna delle altre nazioni vanta percentuali bulgare di questo tipo.

Le ragioni di questo successo sono principalmente due; la versatilità e Farmville. Nel primo caso la possibilità di adattarsi a diverse forme di linguaggio e culture, mai come in Asia differenti tra loro, ha fatto sì che Facebook rappresenti uno dei pochi prodotti condivisibili con un mercato tanto diverso da quello occidentale, in termini di tendenze, fruizione dei servizi ed esigenze degli utenti. Farmville invece, che pure ha riscontrato un certo successo da questa parte del pianeta, sembra letteralmente spopolare tra gli utenti dagli occhi a mandorla, tanto da spingere molti di loro ad iscriversi a Facebook solo per poter accedere al gioco online.

Il trend è generalmente positivo, ma le risposte più sorprendenti arrivano da paesi in fase di crescita come Taiwan, che negli ultimi due anni ha visto una crescita di utenti di Fb del 7500%. Cifre ridotte per altri paesi come Malesia e Tailandia, ma comunque in pesante crescita, a segno di un successo quasi totale. Quasi, perchè a turbare le notti orientali di Zuckerberg c'è la Cina con la sua solita ed onnipresente censura. Facebook è ancora vietato dalle autorità di Pechino, e i pochi utenti che approfittano di proxy o di connessioni all'estero rappresentano numeri infinitesimali rispetto a Renren, il gemello mandarino, più gradito alle autorità. Anche in Russia Facebook stenta ad affermarsi, nonostante una crescita del 376% nell'ultimo anno, con i suoi 4,5 milioni di iscritti è bel lontano dal raggiungere Vkontakte, il suo corrispettivo sovietico che ha superato la soglia dei 28 milioni di utenti.

Quel che è certo è che Zuckerberg non ha alcuna intenzione di rinunciare all'ambito boccone prelibato, e sicuramente parte degli investimenti che sta portando avanti, non ultima la quotazione in borsa dell'azienda, saranno indirizzati all'assalto del gigante asiatico. Staremo a vedere chi vincerà.

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