Il Bitcoin è una valuta che negli ultimi anni si è dimostrata protagonista di impennate di valore notevoli, ma la volatilità non è l'unico aspetto che la contraddistingue: basata su blockchain ed efficaci algoritmi di crittografia, consente di stoccare al sicuro il denaro convertitovi, rendendolo inaccessibile a chiunque non sia a conoscenza delle relative chiavi di accesso. Il problema è che smarrire queste chiavi può portare alla perdita di tutto il portafogli custodito, esattamente come è successo a Clifton Collins — uno spacciatore di marijuana di nazionalità irlandese che in questo modo ha mandato in fumo l'equivalente di ben 53 milioni di euro ora inaccessibili.

Troppo denaro per un conto solo

La vicenda l'ha riassunta l'Irish Times partendo dalle origini della fortuna di Collins, provenienti in parte dalle sue attività illecite ma prevalentemente dal boom che spinto il valore dei Bitcoin alle stelle nel 2017. Il trafficante in effetti ha convertito i proventi delle sue attività in 6.000 Bitcoin nel lontano 2011, quando la criptovaluta aveva a malapena raggiunto un livello di parità con il dollaro. Da allora, pur subendo fluttuazioni di non poco conto, il valore del Bitcoin ha continuato a crescere fino a persuadere Collins a dividere la sua piccola fortuna in più account, per il timore che un attacco hacker potesse privarlo di tutti i risparmi in una sola volta. All'inizio del 2017 Collins ha così diviso i 6.000 Bitcoin depositati presso il suo conto in 12 portafogli separati da 500 Bitcoin, ottenendo 12 conti che ai tempi contenevano già poco meno di 450.000 euro ciascuno.

L'errore fatale

Lo spacciatore ha trascritto i codici di accesso su un foglio A4 che ha poi deciso di custodire in un luogo sicuro e segreto: la fodera di una canna da pesca custodita nella sua residenza. Nello stesso anno, Collins è stato arrestato, e mentre i Bitcoin si rendevano protagonisti di un vero e proprio boom, la casa dov'era in affitto il trafficante è stata sgomberata dal legittimo proprietario, che liberandosi di tutti gli oggetti al suo interno ha portato in discarica anche la canna da pesca completa di relativo involucro con il foglio A4 che conteneva i codici di accesso ai conti.

La polizia ha confermato tutto interrogando diversi testimoni: dai contatti di Collins che l'hanno aiutato a dividere i 6.000 Bitcoin nei 12 conti, fino al proprietario della residenza, proseguedo con i responsabili della discarica che hanno confermato la destinazione finale dei rifiuti: Cina e Germania, a scopo incenerimento. Nel 2017 il valore di quei 6.000 Bitcoin ha toccato vette mai più raggiunte ma, dopo un 2018 da dimenticare, a metà 2019 ha iniziato una risalita che ora certifica a 53 milioni di euro il valore del capitale blindato per sempre dall'inaccortezza di Collins.