26 Gennaio 2015
11:46

VeryBello, il portale degli eventi culturali di Expo è un disastro da 35 mila euro

Inaugurato da soli due giorni, il nuovo portale dedicato agli eventi culturali che caratterizzeranno Expo 2015 è un disastro. Verybello è pura improvvisazione: tanti problemi tecnici, lacune nella gestione ed elementi poco trasparenti: era davvero necessario?
A cura di Marco Paretti

1.300 eventi culturali per raccontare l'Italia. L'obiettivo del nuovo sito web istituzionale Verybello era chiaro e, se vogliamo, semplice: un contenitore in grado di elencare, riassumere e catalogare tutti gli eventi sparsi per l'Italia legati ad Expo 2015. Lanciato in pompa magna dal ministro Franceschini, Verybello riesce effettivamente a cogliere lo spirito di Expo. Quello negativo, però. Se già l'esposizione internazionale, a soli quattro mesi dal suo inizio, non stia di certo navigando in buone acque, il nuovo sito inaugurato dal ministro rappresenta tutto ciò che è stato criticato in questi lunghi mesi di gestazione.

A partire dalla fretta con la quale è stato pubblicato online, probabilmente perché si è arrivati "lunghi" con le tempistiche, con conseguenti problemi tecnici. Troppi, per un sito istituzionale. Come fa notare Matteo Flora sul suo blog, l'accessibilità di Verybello è minata da problematiche davvero banali, con lacune in aspetti così basilari per un sito web da lasciare perplessi tutti gli esperti del settore. Ma tant'è, siamo in Italia e in un sito del ministero la Privacy Policy è totalmente inesistente, non esiste una SiteMap, i link condivisi tramite i pulsanti social rimandano solamente alla homepage e non esistono pagine dedicate ai singoli eventi. Il che è paradossale, visto che in questo modo: 1) non è possibile salvare gli eventi ai quali siamo interessati; 2) condividere un singolo evento sui social. Quindi Verybello che utilità ha?

Allo stato attuale delle cose ben poca. Il sito è stato chiaramente pubblicato in fretta e furia – nei primi momenti la cartina presente nell'header "tagliava" alcune regioni italiane e non mostrava completamente la Sicilia – e, più che rispondere alle domande riguardanti gli eventi di Expo, ne solleva molte altre sull'ennesima gestione a spanne di un portale di questo tipo. "Pingando" il sito verybello.it è possibile risalire all'IP del server ospitante. L'indirizzo in questione è 104.28.3.76, che oltre a Verybello ospita altri 386 siti. Già qui c'è chi ha storto il naso: un sito istituzionale non dovrebbe risiedere su un server isolato? Generalmente sì, o al massimo può condividere lo spazio web con altri siti istituzionali. Ma questo, ovviamente, non è il caso di Verybello. Il portale degli eventi culturali siede spalla a spalla con diversi portali pornografici, con i quali condivide lo stesso spazio all'interno del server.

I problemi di Verybello partono dalle fondamenta e arrivano fino al marchio stesso. Che non è registrato. Il nome, il simbolo e il marchio non risultano depositati all'Ufficio Marchi e Brevetti, una grave (e inspiegabile) mancanza che se non risolta potrebbe portare a diverse problematiche in futuro. Ciò che risulta registrato, invece, è il sito stesso. Ma alle persone sbagliate. Attualmente Verybello è registrato a nome della società responsabile della sua creazione e non, come invece dovrebbe essere, a nome del Mibact. Il ministero dovrà inoltre fare luce sulle modalità che hanno portato alla selezione della società e ai costi della progettazione e gestione futura. Ma soprattutto dovrà spiegare perché il suo sviluppo non sia stato affidato all'ente nazionale per il turismo, che un progetto simile l'aveva già creato e lanciato tempo fa: Italia.it. E, ancora, in molti si chiedono quale sia l'effettiva utilità di un ulteriore sito istituzionale quando sarebbe stato possibile – e auspicabile – utilizzare il sopracitato Italia.it per la gestione di un calendario degli eventi di Expo 2015.

L'elemento che però è davvero impossibile da decifrare è un altro: la lingua. Verybello vuole raccontare gli eventi che graviteranno intorno ad Expo da maggio ad ottobre in tutta Italia. Lo farà, ovviamente, per i visitatori stranieri, quelli che, giunti nel Bel Paese, vorranno una chiara guida di ciò che li aspetta. Ecco, se l'obiettivo sono i visitatori stranieri, perché creare un sito web in italiano senza la possibilità di selezionare una versione in inglese?

La reazione della rete è stata, prevedibilmente, immediata e decisa. Tra sabato 24 e domenica 25 i tweet totali riguardanti Verybello sono stati circa 23 mila e l'hashtag #Verybello è diventato in poco tempo trending topic. All'ironia e indignazione (virali) degli utenti ha risposto direttamente il ministro Franceschini con un Tweet: "In 6 ore 500.000 accessi a ! Come speravamo grande pubblicità da ironie, critiche e cattiverie sul web… Verygrazie!". Un dato francamente poco incisivo, anche perché le OTS (Opportunities to See) generate sui social sono state circa 40 milioni. Più che a twittare con arroganza, il ministro Franceschini dovrebbe pensare a rispondere seriamente alle (tante) questioni lasciate in sospeso dal lancio di Verybello. Che di bello, purtroppo, ha ben poco.

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