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Opinioni
11 Dicembre 2014
12:11

Vuoti di memoria? Non è solo colpa tua

Kingston, azienda esperta di memorie (dei chip), ha indagato sullo stato della memoria degli italiani: come se la cavano con numeri di telefono, password, date storiche e compleanni? In questo tecnologia sembra venirci in soccorso colmando le nostre carenze, ma ci ha anche resi un po’ pigri.
A cura di Marco Paretti
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Vi siete mai dimenticati qualcosa? I cosiddetti Black out della mente possono capitare a tutti e, di solito, fanno capolino nei momenti meno opportuni: non ci ricordiamo un numero di telefono con la cornetta in mano o il pin del bancomat di fronte alla commessa che aspetta. La nostra mente è così satura di informazioni che, a volte, si spegne. Lasciandoci al buio.
In questo la tecnologia ci è venuta in aiuto; ora possiamo affidarci alle memorie digitali per assicurarci di non dimenticare nulla, un'abitudine che forse ci ha resi un po' pigri sotto questo aspetto, ma allo stesso tempo riesce a colmare le nostre carenze.

In questo scenario Kingston, il principale produttore di memorie (dei chip) del mondo, ha condotto un sondaggio sulla memoria degli italiani. Siamo un popolo di smemorati o il nostro cervello funziona ancora bene? Diciamo che il popolo del Bel Paese non disdegna un po' di aiuto: in Italia 45 milioni di persone posseggono uno smartphone e il 44% non prova nemmeno a memorizzare i numeri di telefono: ci pensa la rubrica. Di questi, però, il 54% si ricorda almeno i numeri più importanti.
Sotto l'aspetto degli auguri, invece, la situazioni è sempre drammatica; l’applicazione di Facebook evita brutte figure al 63% degli intervistati, segnalando tramite notifica sul proprio profilo il compleanno dei contatti.

Il 43% confessa di affidarsi alla calcolatrice del device per le operazioni di calcolo veloci, mentre il 38% dichiara di non avere problemi a fare addizioni e sottrazioni a mente. Quando invece si parla di date e momenti storici di rilievo, il 48% ammette di non esitare ad utilizzare internet per cercare la risposta corretta. Il 29%, invece, probabilmente seguiva le lezioni a scuola e ha saputo rispondere senza problemi alle domande.
Quando si parla di carte di credito, tessere fedeltà e dati d'accesso, la situazione si spacca. Il 62% ha memorizzato solo alcune di quelle che utilizza più spesso, mentre solo il 31% le ricorda praticamente tutte. Di questi, fortunatamente, solo il 7% cade nell’errore di salvare queste informazioni strettamente confidenziali sul proprio telefono.

Infine, l'indagine si è concentrata sulla guida e sulla cucina. Nel primo caso il 44% degli intervistati non può più fare a meno del navigatore, mentre sui fornelli il 75% non si sforza di ricordare le ricette della nonna ma segue le indicazioni dei migliaia di blog presenti in rete.
“La maggior parte delle persone si lamenta di avere una pessima memoria, ma molto spesso questo accade perché utilizziamo male uno dei mezzi più potenti di cui disponiamo: la mente. Siamo dotati di una memoria perfetta, ma pochi sanno impiegarla al meglio”, ha dichiarato il Dott. Giovanni Sposito, esperto in formazione comportamentale “Da anni mi occupo di corsi di memoria e apprendimento efficace e ho allenato migliaia di persone attraverso un metodo che sfrutta memoria visiva e capacità di associazione. Applicandolo, i risultati che si ottengono nel ricordare dati, informazioni, numeri di telefono o appuntamenti sono davvero straordinari. Per sfruttare al massimo la propria memoria occorre ‘portare il cervello in palestra', esattamente come si fa con il fisico. Basta imparare ad allenarsi in modo corretto”.

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