Opinioni
15 Gennaio 2016
17:32

Wikipedia compie 15 anni, la storia della rivoluzione del sapere online

Da 15 anni Wikipedia è sinonimo di conoscenza condivisa liberamente in rete. È nata il 15 gennaio 2001: l’inizio di una rivoluzione che ora conta 38.191.251 voci tradotte in 250 lingue diverse.
A cura di Marco Paretti

E dire che è nato tutto da un fallimento. Wikipedia, prima di essere Wikipedia, si chiamava Nupedia: un progetto fallimentare realizzato da Jimmy Wales e Larry Sanger nel 2000. Troppo lungo e complesso il processo di approvazione delle voci, che di fatto restarono poche: appena 21. Il portale si rivelò immediatamente un flop e fu chiuso. Ma i creatori, convinti che l'idea di base fosse buona, fecero nascere dalle sue ceneri un contenuto su Wiki, piattaforma creata da Ward Cunningham. Il 15 gennaio 2001 inizia l'avventura di Wikipedia, che negli anni è diventato uno dei punti cardine del web come lo conosciamo oggi.

In poco tempo le voci diventano 21 mila, Wikipedia ingloba completamente Wiki e Wales prende le redini del progetto. Inizia la scalata al successo del portale, l'enciclopedia libera e creata dagli utenti che ora è diventata una delle costole della rete e colonna portante di ricerche, studi e carriere scolastiche di milioni di peros e in tutto il mondo. Un percorso difficile, anche a causa dello scetticismo degli utenti: com'era possibile fare affidamento su voci create da utenti anonimi? Poi si comincia a capire che proprio quell'elemento considerato negativo rappresentava la forza di Wikipedia: chiunque poteva creare voci basate sul proprio sapere, condividerlo e distribuirlo su tutto il web.

Wikipedia mini globe

Era l'inizio di una rivoluzione che ora conta 38.191.251 voci tradotte in 250 lingue diverse. Una rivoluzione basata su tre pilastri: libertà della conoscenza, accessibilità e possibilità di produrre contenuti in autonomia. Chiunque può farlo senza nemmeno la necessità di creare un account, così come chiunque può modificare le singole voci se le trova errate. I volontari che quotidianamente creano, modificano e verificano le voci sono migliaia e rappresentano l'elemento chiave di tutta l'esperienza di Wikipedia. Pur svolgendo gratuitamente questo grosso e spesso faticoso lavoro, che richiede impegno per trovare fonti ed elementi con i quali completare le voci, ma che restituisce una grande soddisfazione quando lo si fa. Anche perché lo strumento viene utilizzato davvero da chiunque e rappresenta un enorme aiuto durante lo studio o il lavoro.

15 anni sono tanti, abbastanza da far arrivare e recepire un fiume di critiche. Perché se è vero che il cuore dell'enciclopedia è l'utenza stessa, è altrettanto vero che questo elemento la espone alle critiche di chi la considera come un luogo nel quale non sai mai chi ti ha preceduto. Così una voce può essere stata scritta da un docente universitario o da uno studente al primo anno: sono due facce della stessa medaglia che però hanno portato una serie di regole sempre più stringenti che negli anni hanno fatto desistere un buono numero di autori. Il nucleo e i pilastri di Wikipedia sono rimasti sempre gli stessi, ma le nuove regole hanno costretto tutti gli autori a spendere più tempo nella modifica delle voci. Ma hanno anche consentito di rispondere con più efficacia agli abusi e agli atti di vandalismo che spesso si consumano all'interno delle pagine del portale. Oltre ai problemi delle voci modificate sotto pagamento, una possibilità che il portale fornisce solo in determinati casi.

Insomma, tanti pregi ma anche tanti problemi per un'enciclopedia libera che, in ogni caso, resta gratuita e gestita da un'organizzazione non profit. Le uniche entrate sono costituite dalle donazioni degli utenti, che però sono sempre piuttosto basse: circa 15 dollari in media. Di inserire banner pubblicitari non se ne parla, ridurrebbero, secondo i gestori, il senso di fiducia che si ha nei confronti dell'enciclopedia, che di pregiudizi ne ha dovuti sconfiggere già molti. Per questo spesso si possono notare banner che chiedono donazioni, sempre più frequenti a causa dei costi di gestione di un servizio che, di fatto, è immenso ma non monetizzato. E che, inevitabilmente, dovrà espandersi nel corso dei prossimi anni, abbracciando nuovi media e paesi in via di sviluppo che proprio dalla conoscenza di Wikipedia potrebbero trarre grande beneficio.

Giornalista dal 2002 specializzato in nuove tecnologie, intrattenimento digitale e social media, con esperienze nella cronaca, nella produzione cinematografica e nella conduzione radiofonica. Caposervizio Innovazione di Fanpage.it.
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